Cronaca

Le dimissioni di Giulia Pusterla. «Non sono attaccata alla sedia»

1giuliaLa lettera al sindaco protocollata ieri mattina in Comune

Giulia Pusterla si è dimessa ieri «in modo irrevocabile» da assessore al Bilancio della giunta di Como. Di buona mattina, la commercialista lariana ha protocollato in segreteria la lettera di addio all’esecutivo di Palazzo Cernezzi interrompendo così, in modo brusco, il legame che la teneva unita all’amministrazione di centrosinistra ormai da un anno e mezzo.
In realtà, l’ormai ex assessore ha anche dato la disponibilità a restare in carica fino al 30 novembre, ovvero fino alla approvazione

in consiglio dei cosiddetti “equilibri” di bilancio, ma l’irrevocabilità delle dimissioni costituirebbe uno scoglio quasi insuperabile. Di questo si è parlato ieri sera, in una lunga riunione di maggioranza convocata dal sindaco via sms per le 18.
I consiglieri comunali del centrosinistra hanno anche ipotizzato un documento di sostegno alla commercialista, una sorta di lettera in cui rilanciare l’ipotesi di un ritiro delle dimissioni. Ma la risposta è stata negativa.
«Ringrazio moltissimo ma non torno indietro», ha detto Giulia Pusterla.
Rintracciata dal Corriere di Como al telefono nel tardo pomeriggio di ieri, la commercialista comasca ha ribadito le ragioni della sua scelta, legandole alla vicenda della mancata pubblicazione della dichiarazione dei redditi 2012. «Ho letto su di me cose incredibili – ha detto – E ho deciso di dire basta».
Unica tra assessori e consiglieri in carica, Giulia Pusterla aveva deciso di non pubblicare sul sito Internet del Comune di Como la sua dichiarazione Irpef «per motivi personali». Peraltro, va detto che le dichiarazioni Irpef sono pubbliche e chiunque può accedere alle informazioni con una motivata richiesta all’Agenzia delle Entrate. Su questo si è scatenata una bagarre, in cui sono entrati pesantemente in gioco anche alcuni colleghi di giunta. Che hanno “preteso” trasparenza e di fatto messo la Pusterla nelle condizioni di lasciare.
LA LETTERA
Leggendo la lettera protocollata ieri, si comprendono bene le motivazioni della commercialista lariana. «Caro Mario – scrive Giulia Pusterla rivolgendosi al sindaco Lucini – quando, a maggio dell’anno scorso, mi hai chiesto di diventare assessore al Bilancio del nostro Comune, ti ho risposto che mi sarei messa al servizio della città. Con questo spirito, fino a oggi ho cercato di dare tutta la mia energia, la mia competenza, la mia visione per il bene della nostra città. L’impegno è stato totale, questo lo posso garantire; i risultati sicuramente avrebbero potuto essere migliori, ma io ho davvero dato tutto quanto potevo».
Ma, evidentemente, tutto questo lavoro non è stato sufficiente. «Mi rendo conto che non solo non riesco ad aiutarti come vorrei, ma anzi ti creo un problema – scrive ancora Giulia Pusterla – perché tu e la giunta avete bisogno di tranquillità per lavorare bene e non di clamore sui giornali. Alla luce di questo, rassegno le mie irrevocabili dimissioni».
IL CONSUNTIVO
Determinata, ferma nella sua decisione, Giulia Pusterla chiede anche di sgomberare il campo da qualche illazione. «Non ho mai pensato di dimettermi nelle settimane scorse», dice. Ammette di aver sofferto «il peso notevole dell’incarico politico», ma ribadisce di aver lavorato sempre con intensità e di «aver ottenuto anche alcuni risultati. Me ne vado – insiste – perché è stato oltrepassato il limite. Nessuno ha ascoltato ciò che ho detto, ovvero: valutatemi per le cose che faccio».
Rimpianti? «Nessuno», dice la commercialista. E nemmeno recriminazioni. «Sicuramente sono stati mesi difficili, anche perché l’efficacia delle azioni amministrative non è scontata ed è limitata da leggi e norme spesso incomprensibili. Ma non mi sento vittima».
Qualche difficoltà nei rapporti con il consiglio comunale c’è stata. Soprattutto negli ultimi tempi. Quando si è discusso di vendita delle farmacie, ad esempio, e il gruppo di Paco-Sel ha votato contro la delibera approntata dalla stessa Pusterla.
«Non ho il mito dell’unanimità – spiega però l’ex assessore al Bilancio – leali sì ma non fedeli. Accetto le diversità di vedute, finché sono stata assessore sono rimasta indipendente e ho ragionato con la mia testa. È chiaro che da parte dell’assessore al Bilancio c’è maggiore consapevolezza delle questioni e qualche disaccordo con i consiglieri comunali può anche starci».
Alla fine, però, il legame si è sciolto. Come detto, senza troppi rimpianti. «Ho imparato molto, è stata un’esperienza importante che giudico comunque positivamente. Ma non sono attaccata alla sedia. Per questo me ne vado dalla giunta».
IL FUTURO
Adesso che cosa succederà? Difficile dirlo. Bisogna tuttavia prendere atto preliminarmente di una cosa. Mario Lucini, in un anno e mezzo di lavoro, ha difeso senza risparmiarsi altri assessori che non avevano brillato. Daniela Gerosa, ad esempio, che ha testardamente insistito sulla revisione del piano viabilistico scontrandosi praticamente con tutte le categorie produttive della città e aprendo un terreno di conflitto che sarà difficilissimo recuperare. Per non parlare di Luigi Cavadini, il contestatissimo assessore alla Cultura artefice di una grande mostra terminata con un flop gigantesco. Cavadini, sul quale pende una mozione di sfiducia calendarizzata per il prossimo 2 dicembre, è stato sempre appoggiato e politicamente protetto dal sindaco, che adesso potrebbe trovarsi a dover gestire un dissenso fortissimo interno alla maggioranza.
Altri assessori sono nel “mirino”. Ma il sindaco ha sempre gettato tonnellate d’acqua sul fuoco delle polemiche. Non l’ha fatto, però, per Giulia Pusterla. Nel momento in cui avrebbe potuto stemperare il tema dei redditi, spiegando che in ogni caso le dichiarazioni Irpef sono pubbliche e che le ragioni addotte dalla titolare del Bilancio hanno una ragione e un fondamento, Lucini ha preferito affondare il colpo. Annunciando la volontà di applicare senza se e senza ma le sanzioni previste dalla legge per il mancato inserimento dei redditi sul sito Internet di Palazzo Cernezzi.
Altro punto essenziale è quello relativo alla successione di Giulia Pusterla in giunta. Già ieri sera, nella riunione della maggioranza, qualcuno ha chiesto che si cambi metodo. Non più decisioni del sindaco da prendere a scatola chiusa ma discussione, condivisione, indicazioni dei partiti. Lucini ha mostrato di non gradire e ha ripetuto che gli assessori sono di sua competenza.
Peraltro, il nome del futuro assessore non sarà scelto subito. Anche in ragione della difficoltà autentica del mandato. Pusterla ha gestito nelle ultime settimane dossier roventi: dalle multe Ica, eredità del centrodestra esplosa come una bomba nelle mani degli attuali amministratori, agli errati conteggi Tares, all’aumento delle imposte (Imu e addizionale Irpef), alla partita della cessione delle farmacie, contestata come detto da una parte del centrosinistra.
LA “VERITÀ”  IN RETE
Sorprendente, per lucidità e tempestività, poi, il commento postato su Facebook nel primo pomeriggio di ieri da Claudio Casartelli, presidente della Confesercenti di Como. «Pensava di apportare miglioramenti nella gestione delle risorse del Comune, ma si è scontrata con un sistema pubblico che ha logiche ben diverse da quello privato. Il fatto poi di essere accomunata a una giunta in talune scelte infelici, da debuttanti allo sbaraglio, ha completato il quadro. Ha colto l’opportunità di defilarsi su una decisione di “principio” proprio in modo da evitare una crisi politica».
PLAUSO DAI 5 STELLE
Dal capogruppo dei grillini, Luca Ceruti, sono arrivati elogi alla Pusterla per la «scelta difficile» di lasciare l’esecutivo.
«La giunta Lucini perde, per una questione di coerenza, la punta di diamante che rappresentava la società civile nella giunta, Giulia Pusterla. Per il prestigio di cui gode, ritengo realmente che le sue dimissioni siano irrevocabili, anche alla luce della coerenza che ha dimostrato in questi mesi. A mio avviso, oltre alla credibilità, la giunta perde prestigio e fama».

Da. C.

16 Nov 2013

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