LE FAMIGLIE NUMEROSE SI MOBILITANO ANCHE A COMO. CHIEDONO UN FISCO PIÙ EQUO E UN FUTURO DIGNITOSO

Risponde Renzo Romano:

Ho letto la notizia della mobilitazione dell’associazione delle famiglie numerose che nei giorni scorsi, in tutta Italia, ha inviato ai prefetti una lettera per far presente le difficoltà economiche che in questo momento di crisi sono aggravate dalla manovra economica del governo.
A Como il prefetto ha ricevuto due famiglie con complessivamente 17 figli (nella provincia sono ben 1.800 i nuclei familiari con più di 4 figli a carico). Un papà ha affermato: «Non domandiamo soldi, o pietà, ma solo giustizia. Da noi manca una politica familiare organica. Bisogna fare qualcosa contro l’iniquità del fisco: la recente manovra economica farà sborsare a una famiglia di 6 persone circa 4mila euro in più all’anno».
Io sono la mamma di 5 figli e non posso che essere d’accordo. Ma sono pessimista, perché in Italia le famiglie sono ogni anno sempre più penalizzate e non solo quelle più numerose.
Luisella Gessati

Cara signora Luisella,
non posso che condividere tutto ciò che lei ha scritto. Purtroppo nel nostro Paese si fa un gran parlare della famiglia, ma poco o nulla si fa per favorirla. Lei mette l’accento sull’aspetto economico che, a causa della incombente crisi finanziaria, assume per molti genitori i contorni dell’emergenza. L’aumento dei costi nella gestione di una  famiglia è insostenibile.
La necessità di dare vita a un “politica” che consideri la famiglia come elemento fondante e aggregante per lo sviluppo del Paese è pressante. È urgente avviare una politica concreta di disposizioni e provvedimenti che rendano giustizia alle palesi e manifeste attuali iniquità.
Anzitutto va risistemato l’aspetto prettamente fiscale. È assolutamente inconcepibile che il numero dei figli non abbia un peso rilevante nella dichiarazione dei redditi. Basta il minimo buon senso per capire anche senza una laurea in economia che lo stesso reddito  determina un diverso tenore di vita familiare a seconda del numero di figli.
Un nucleo familiare formato da mamma, papà e un figliolo, con un reddito complessivo di 3mila euro mensili può, forse, permettere di vivere in modo dignitoso. Se, con lo stesso reddito i figli da mantenere sono due, tre o più, allora sono davvero guai, guai seri. Non occorrono particolari competenze da stratega della finanza, anzi basta semplicemente un po’ di popolare buon senso, per capire che tale squilibrio va risanato, agendo sostanzialmente sulle detrazioni fiscali che devono tenere nel dovuto conto la consistenza numerica del nucleo familiare.
Il timore che di tale auspicato buon senso e sensibilità ci sia solo flebile traccia nei comportamenti dei massimi responsabili del Paese a dispetto dei quotidiani propositi non induce alla speranza di interventi immediati e concreti. Il “Palazzo” dove si prendono le decisioni importanti è lontano, allora è necessario rivolgersi alle amministrazioni locali non già “per chiedere soldi o pietà”, ma solo giustizia.
Questo ho fatto anch’io e ho contattato l’assessore comunale di Como Anna Veronelli, nelle cui competenze ci sono famiglia, infanzia, scuola. La gentilezza e disponibilità dell’assessore Veronelli si sono tradotte in una serie di informazioni sulle agevolazioni tariffarie sui servizi scolastici, quali mensa pre e dopo scuola, sconti e agevolazioni sulle rette ai nidi per i nuclei familiari con più figli. Mi ha assicurato che gli uffici stanno da qualche mese lavorando per rivedere le modalità di calcolo dell’Isee che tenga ancora in maggior conto la presenza di più figli. L’intenzione è di introdurre il fattore famiglia nel calcolo delle rette e tariffe.
L’assessore ha auspicato, assicurando la sua disponibilità, un incontro con l’associazione.
La vicinanza del “Palazzo” cittadino offre maggiori e più consistenti garanzie almeno di essere ascoltati. Non è poco, vale approfittarne. Conforta e regala la speranza che qualcosa si possa finalmente “muovere” nella politica della famiglia anche la sensibilità del  Prefetto di Como che ha ricevuto i rappresentanti dell’Associazione Famiglie Numerose ascoltandone le loro legittime richieste.
Non sapevo neppure dell’esistenza di questa associazione. L’ho scoperta, mi ha colpito il modo informale con cui si  presenta.
Ecco uno stralcio del manifesto.
“Chi siamo? Abbiamo almeno quattro figli, tra naturali, adottivi o affidati. Siamo quelli che non hanno la Cinquecento, perché non ci staremmo tutti; quelli che moltiplicano seggiolini per auto, letti a castello, tricicli e biciclette, tasse scolastiche, libri, quaderni, regali di Natale e compleanno; quelli che non vengono invitati spesso a cena dagli amici, perché in casa degli amici tutti non ci staremmo; quelli che la congiuntivite e l’influenza ce la passiamo l’un l’altro e dura due mesi; quelli che non possono andare coi figli al cinema, perché costa parecchio occupare due file intere della sala. Cosa vogliamo fare? Sentiamo forte l’esigenza di far nascere una famiglia di famiglie, nella quale ognuno ha un ruolo e lo svolge con amore, pazienza, disponibilità, solidarietà a favore degli altri. Desideriamo conoscerci, raccontarci, scambiarci idee e riflessioni. Desideriamo creare gruppi di acquisto solidali, banche del tempo, mercatini dell’usato, scambiarci informazioni su quanto fanno le amministrazioni pubbliche a favore delle famiglie, avanzare proposte in ambito fiscale e tributario, a livello nazionale e locale: alcune tariffe come quelle delle utenze domestiche (luce/acqua/gas/tassa sporco) o alcuni servizi (abbonamenti autobus/mense scolastiche/gite e viaggi di istruzione/libri e iscrizioni scolastiche) sembrano fatte apposta per punirci di aver donato all’Italia splendidi bambini. Vogliamo promuovere e salvaguardare i diritti delle famiglie numerose, sostenere la partecipazione attiva e responsabile delle famiglie alla vita culturale, sociale, politica alle iniziative di promozione umana e dei servizi alla persona. Vogliamo promuovere adeguate politiche familiari che tutelino e sostengano le funzioni della famiglia e dei suoi diritti, come riconoscimento del ruolo sociale, educativo e formativo che questa svolge per la società”.
Ritorno alla sua lettera, cara lettrice.
È amara la sua conclusione, il suo pessimismo. Lei è mamma di cinque figlioli, io interpreto questa sua scelta come messaggio di fiducia e di speranza. Non la commento nel timore di cadere in una lacrimosa retorica.
Dimentico per un momento i concreti problemi da lei sottolineati per toccare appena la faticosa gioia dei genitori nell’educazione dei figli ricordando Kahlil Gibram ne “Il profeta”: “I figli non vengono da voi, ma attraverso di voi. E non vi appartengono benché viviate insieme. Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri, poiché essi hanno i loro pensieri. Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro… Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccati lontano…”.
La preziosità di questi “consigli” appare manifesta a ogni genitore. In tema di “famiglia” un richiamo alle nostre responsabilità educative suggerita da un maestro di saggezza non stona.

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