Cronaca

Le fiere, il Lario e l’esempio di Proposte

L’ex presidente di IdeaComo: «Il calendario era troppo affollato» Piercarlo Viganò: «Il nostro salone funziona perché siamo uniti»
(m.d.) «È triste pensare che Como debba vendere i suoi tessuti in Francia». Le parole di Fausto Puglisi, direttore creativo della Maison Ungaro, aprono il dibattito sul ruolo delle fiere del tessile-abbigliamento. Como ha abdicato alle sue rassegne, da IdeaComo a Shirt Avenue, confluite nel 2005 in Milano Unica e prima ospitate a Villa Erba assieme a IdeaBiella.
«Ha ragione Puglisi – esordisce Beppe Pisani, imprenditore serico, per un decennio alla guida di IdeaComo e cofondatore di Milano Unica – Il made in Italy andrebbe supportato diversamente e a volte sono gli stessi stilisti a non volerlo fare. Le firme della moda si servono di noi produttori di tessuti e dei nostri servizi, ma quando chiediamo loro una mano, hanno sempre da fare».
L’imprenditore che ha gestito l’addio di IdeaComo al Lario sottolinea poi che «a Como sono sempre mancati i personaggi disposti, con forza e volontà, a guidare il distretto serico, indirizzandolo verso porti sicuri, diversamente da quanto avvenuto a Biella, dove due grandi aziende, Zegna e Loro Piana, hanno sempre trascinato l’intero distretto. Qui da noi, invece, è prevalso l’individualismo: ognuno pensa solo per sè».
Secondo Pisani, inoltre, l’agenda delle fiere del tessile-abbigliamento è stracolma di appuntamenti. «Un paio di giorni prima di Milano Unica si è conclusa la fiera degli agenti a Monaco di Baviera e tutti noi eravamo lì – spiega – Prima ancora ci sono state le rassegne in Veneto e in Emilia. Poi siamo andati tutti a Parigi, a Première Vision, quindi in Spagna, a Dubai, poi ancora a Instanbul, in Giappone e in Corea». Insomma, non c’era più spazio per le rassegne in riva al Lario.
«Oggi le aziende viaggiano molto, vanno a trovare i clienti all’estero – conclude Pisani – Il mondo è cambiato e le fiere sono vecchie».
In riva al Lario, a Villa Erba, è rimasto però un salone tessile, dedicato alle stoffe per l’arredamento, che viaggia a gonfie vele e che dal 1993 cresce in termini di espositori e di visitatori. Si tratta di “Proposte”.
«La nostra fiera funziona perché è gestita, fin dalla nascita, da noi imprenditori – afferma il presidente Piercarlo Viganò – Non c’è mai stata conflittualità tra i componenti del consiglio di amministrazione, siamo sempre stati molto uniti. Abbiamo saputo confrontarci costantemente con la realtà del nostro settore e adeguare la nostra rassegna».
Nel campo dei tessuti per arredamento, le altre fiere di riferimento sono soltanto due e si tengono a Francoforte e a Bruxelles. A Milano non vi è nulla che possa fare concorrenza. «La nostra fiera funziona alla perfezione, non c’è bisogno di altri saloni qui», conclude Viganò. Che aggiunge: «Oggi per stare sul mercato bisogna sia partecipare alle fiere sia andare nei mercati esteri».
La pensa diversamente Fabio Panzeri, designer e consulente creativo comasco che attualmente collabora, tra gli altri, con Trussardi e Pirelli.
«In questa fase storica – afferma – penso sia molto difficile organizzare bene qualcosa in Italia, come testimoniano i tanti problemi che caratterizzano il cammino di Expo a Milano. Allo stesso tempo è difficile catalizzare l’attenzione su un singolo evento». Partendo da questi presupposti, Panzeri sottolinea che «una fiera specifica del tessile a Como non mi sembra una priorità, perché i tempi sono cambiati e pensare di legare la promozione della propria merce al luogo di produzione, in questo caso Como, è anacronistico e segno di una visione obsoleta. Oggi la promozione si fa su Internet o nei luoghi dove si concentra l’attenzione dei potenziali clienti. Condivido quindi il fatto che i produttori lariani girino il mondo, andando dove si creano i flussi di mercato. Il mondo è cambiato ed è inutile stare ad aspettare che siano gli altri a venire da te, come succedeva anni fa. Si deve andare in giro per il mondo. Io stesso, in questo momento, sono a New York».

Nella foto:
Un’immagine di IdeaComo a Villa Erba. La rassegna è poi confluita in Milano Unica
9 ottobre 2014

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