Cronaca

Le forze dell’ordine: chi ha visto parli. Il questore: «Sono episodi intollerabili»

Indagini su una buona strada
La brutale aggressione del pensionato 68enne, malmenato sabato scorso da alcuni teppisti in piazza Camerlata a Como, ha scosso la cittadinanza.
L’inspiegabile episodio di violenza nei confronti di una persona indifesa, “colpevole” di aver criticato il modo sconsiderato di guidare l’auto da parte degli scellerati aggressori, fa discutere.
«Sono episodi intollerabili. Stiamo ovviamente indagando – interviene il questore di Como, Michelangelo Barbato – Si tratta di casi, almeno
nella mia esperienza in città, per ora ancora limitati. Purtroppo colpisce sempre molto la sensibilità della gente quando la violenza si scatena senza alcun motivo».
Il lavoro investigativo, immediatamente scattato dopo l’aggressione, prosegue. Le forze dell’ordine hanno anche invitato eventuali testimoni a farsi avanti.
«Abbiamo alcuni elementi importanti su cui stiamo lavorando. Siamo sulla buona strada. Ci vuole però tutto il tempo necessario per riuscire a intercettare i responsabili», aggiunge il questore di Como Barbato.
«Purtroppo siamo di fronte a episodi che, nella nostra società, si ripetono con sempre maggior frequenza – interviene Michele Sforza, psichiatra e scrittore lariano – Non tutti, fortunatamente, si concludono con conseguenze fisiche dannose. Sono però sintomo evidente di un mutamento della realtà. Evidenziano una pericolosa diminuzione nella tolleranza verso gli altri».
Il clima che si respira è sempre più rude «rabbioso e cafone. Il nervosismo, l’esasperazione e la tendenza a reagire brutalmente sono una costante. Sono aspetti degeneri del vivere quotidiano che attraversano la società come un filo elettrico», aggiunge Sforza. Un decadimento del mondo in cui viviamo, dovuto inevitabilmente alla grave situazione di crisi economica in cui tutti noi ci troviamo a vivere. Amplificata dai mille problemi che ogni giorno costellano il vivere quotidiano «ma che non sono e non possono essere la sola spiegazione per simili gesti di violenza gratuita da condannare con forza», spiega sempre Michele Sforza.
«Ci troviamo infatti ormai da anni in mezzo a un guado. Abbiamo compiuto un passaggio epocale dove sono mutati tutti gli aspetti culturali del nostro vivere. Ciò ha modificato lo stile della comunicazione, il modo di comportarci e ha cancellato atteggiamenti sociali un tempo dati per scontati – spiega Michele Sforza – E dall’altra parte ha irrigidito le persone, le ha rese più diffidenti e sospettose. A quanti accade, ad esempio, di rimanere stupiti dal saluto di un abitante del nostro stesso palazzo? Si è perso il senso di comunità». Concetti profondi che vengono riassunti in un semplice esempio. «Ormai le persone hanno perso le istruzioni per l’uso. Non sanno più come comportarsi», conclude Michele Sforza.

Fabrizio Barabesi

3 maggio 2012

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