Le Fs dicono no al maxiparcheggio di San Giovanni

Posteggi in città
L’area di sosta poteva risolvere i problemi durante la bonifica della Ticosa
Doveva essere la pronta soluzione alla soppressione dei posti auto nell’area ex Ticosa per la bonifica della zona, ma invece il maxiparcheggio della stazione ferroviaria di Como San Giovanni è ancora fermo al palo. Anzi, il progetto presentato ormai un anno e mezzo fa non è riuscito a superare l’ostacolo più importante, quello delle stesse Fs, che non hanno ritenuto di sottoscrivere un accordo con il Comune e la società che si era detta disponibile a realizzare l’opera. Una vera doccia gelata per i pendolari che ogni giorno si recano a Como e che dovranno fare i conti con la carenza di parcheggi in Ticosa. Il progetto prevedeva il passaggio dai circa 200 posti auto attuali a 700, con tariffe speciali per i pendolari e convenzioni con il trasporto pubblico per un biglietto integrato sul modello dell’autosilo della Valmulini.

 In quest’ottica si poteva inserire anche il trasferimento del capolinea di Asf Autolinee dai Portici Plinio alla stessa stazione, sgravando così la fascia tra piazza Cavour e il Duomo dall’ingombrante presenza dei pullman in sosta. Il maxiparcheggio avrebbe inoltre riqualificato l’intera zona che periodicamente cade vittima del degrado.
Invece nulla di fatto. Tutto è bloccato. Nonostante gli sforzi messi inizialmente in campo dall’assessore alla Viabilità di Palazzo Cernezzi, Stefano Molinari, e dalla società che fa riferimento all’imprenditore comasco del mattone, Angelo Majocchi. Lo stesso Majocchi, raggiunto telefonicamente all’estero dai giornalisti di Etv, denuncia però di non avere più notizie da Molinari ormai da mesi. Il progetto di San Giovanni sembra insomma naufragato. L’ennesimo tentativo di riqualificazione di Como destinato a rimanere solo sulla carta. Un nuovo parcheggio che poteva rappresentare, oltre a uno sfogo per chi si reca ogni giorno a Como per lavorare o per studiare, una struttura di interscambio tra l’auto e il treno sul modello della metropoli milanese e di altre città che da tempo hanno scommesso sul servizio pubblico. Non si capisce cosa abbia spinto Ferrovie dello Stato a dire no al progetto. I comaschi, del resto, attendono ancora la maxiriqualificazione dello scalo con servizi e negozi annunciato da Centostazioni (società del gruppo Fs) per la prima volta nel 2002, ma mai di fatto portato a termine.

Paolo Annoni

Nella foto:
L’attuale parcheggio a fianco delle Ferrovie dello Stato è capace di quasi 200 posti auto. Sembra essere naufragato il progetto per triplicare il numero degli stalli appoggiato da una cordata di imprenditori con capofila Angelo Majocchi

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