Le grandi opere e il signor Wolf

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

Giochiamo per un momento, anche se rischiamo di farci del male. Sapete in quanto tempo fu costruita l’Autostrada del Sole, che univa l’Italia da Nord a Sud? In soli otto anni, dal 1956 al 1964: settecento chilometri di strade, ponti, viadotti e gallerie. E il canale di Suez? Dieci anni, dal 1869 al 1879. Invece il Traforo del Frejus, che ci collegava alla Francia, dalla prima mina fatta brillare nel 1857 al primo treno che passò sotto il Moncenisio nel 1871, fu terminato in quindici anni. All’epoca era il più lungo del mondo. La Transiberiana, che era a sua volta la ferrovia più lunga del mondo, con 9.288 chilometri di rotaie da Mosca a Vladivostok, richiese più tempo: 25 anni, dal 1891 al 1916. Furono impegnati anche i condannati ai lavori forzati e, forse, servirebbero anche a Como, se esistessero ancora, per completare paratie e lungolago. Per la nostra “grande” opera incompiuta abbiamo già toccato il quarto di secolo dall’incarico di progettazione dei lavori nel 1994, anche se la prima delibera di giunta è antecedente e datata 5 luglio 1990, ma facciamo pure uno sconto. Tutto è fermo, sospeso, in un’interminabile atmosfera irreale generata da errori, ricorsi, stop imposti ai lavori, inchieste giudiziarie, mancanza di risorse, passaggi di mano, ultimo quello alla Regione. Il precedente governatore, Roberto Maroni, aveva promesso una rapida riapertura del cantiere: avrebbe pensato a tutto il Pirellone. Oggi attendiamo, speranzosi, che il nuovo assessore agli Accordi di programma Massimo Sertori risolva la questione dell’area d’appoggio ai lavori, a Tavernola, e che il 2 luglio parta, come promesso, la procedura per la gara d’appalto. Poi, se andrà bene, il lungolago sarà pronto per il mese di maggio 2022. Si accettano scommesse. Intanto sono passati quattro sindaci, per un totale di sei mandati; in quel 1994 iniziava di fatto la seconda repubblica e ormai siamo alla terza; al Quirinale c’era Oscar Luigi Scalfaro; Antonio Di Pietro si dimetteva dalla magistratura; Giorgio Faletti vinceva il Festival di Sanremo con “Signor Tenente”; Susanna Tamaro pubblicava “Va’ dove ti porta il cuore”; nelle sale cinematografiche usciva “Pulp Fiction” e il cielo sa quanto avremmo bisogno del famoso Signor Wolf che risolve problemi… Cos’è accaduto dai tempi dell’Autostrada del Sole a oggi? Potremmo disquisire su burocrazia, nuove leggi, impoverimento degli enti locali, vita più complicata e quant’altro.

Trascureremmo però il vero problema: la “fame”. Non ne abbiamo più.

Non abbiamo più la dannata voglia di allora di fare e di portare a termine un lavoro. Nell’era della velocità e dell’immediatezza dei social, saremo anche connessi, ma siamo diventati terribilmente lenti e disconnessi dalla realtà.

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