La gran parte degli altri indagati – anzi, la quasi totalità, tranne due – aveva scelto la via del patteggiamento, già ratificato di fronte al giudice dell’udienza preliminare di Como. Rimanevano però da definire le posizioni del funzionario dell’Agenzia delle entrate di Como, Roberto Colombo, e dell’ex capo del Settore gestione risorse della Direzione regionale dell’Agenzia – oggi in pensione – Antonio Silipo. Il primo, Colombo, avrebbe avanzato nelle scorse ore una istanza di accordo della pena quantificata in 3 anni e 8 mesi, con un risarcimento di 40 mila euro. Alla proposta mancherebbe tuttavia il via libera da parte del pubblico ministero Pasquale Addesso, titolare delle indagini. Stiamo parlando della seconda ondata di arresti per “mazzette” all’Agenzia delle Entrate di Como, che lo scorso mese di maggio, all’alba, era tornata a far tremare la città con ordinanze di custodia cautelare tra carcere e domiciliari per una presunta serie di tangenti tra professionisti (soprattutto commercialisti) e funzionari. A metà luglio, come detto, c’era stata una prima importante serie di patteggiamenti (quattordici) con due sole posizioni rimaste in sospeso, una appunto era quella di Colombo. Altri dieci indagati, iscritti sul registro della Procura ma per cui il gip non aveva concesso la custodia, devono ancora conoscere il loro destino.
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