Cronaca

Le liste per Monti fanno il pieno di candidati

alt Camera e Senato
Ma tutti i comaschi sono finiti nelle posizioni “di rincalzo”
Sono una squadra di calcio con tanto di panchina lunga i candidati comaschi alla Camera e al Senato della coalizione Monti (Scelta Civica, Udc e Fli) che si sono presentati ieri all’Albergo Terminus.
Al battesimo politico di tanti volti nuovi e qualche “vecchia volpe” della politica, Benedetto Della Vedova, capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà, e Gianmarco Quadrini, capogruppo dell’Udc al Pirellone. I candidati

si presentano e per quasi tutti i montiani di Scelta Civica è una prima volta: c’è il presidente di Italia Futura Como, Carlo Secchi, l’avvocato della famiglia Castagna nella strage di Erba, Francesco Tagliabue, lo psicologo Vittorio Rizzi, l’imprenditore Valerio Rossoni (consigliere comunale a Cavallasca), l’architetto Luciana Cazzaniga.
Per il Senato, invece, il candidato è unico come il simbolo “Con Monti per l’Italia”: Antonio Saldarini, vicesindaco di Moltrasio, sei figli. Dal 2010, ossia da quando è andato in pensione l’economo del Comune, lavora gratis per il municipio rivierasco.
Mario Pastore, ex presidente del consiglio comunale di Como e coordinatore di Fli, presenta la sua squadra, con ben dieci candidati comaschi alla Camera. Pastore è teoricamente in buona posizione, al numero 5 nella circoscrizione Lombardia 2, poi Gianluca Marcantuono (12) e ancora Carlo Arcioni (14), Dario Bianchi (19), Ferdinando Granata (23), Maristella Palazzo (24), Pasquale Tommasino (25), Giancarlo Paoloni (28), Massimo Ruiz (40) e Mauro Rossi (41).
È infine la volta dell’Udc, con la milanese, ma campionese d’adozione Roberta Maria Cristiani, esperta di start-up, collocata al numero 9 nella lista per Montecitorio, Flavio Brambilla, già presidente della Pro Loco di Tavernerio (23) e l’inossidabile Claudio Bianchi. Bianchi, sessant’anni, già consigliere e assessore a Palazzo Cernezzi e Villa Saporiti, è il nome più pesante dei centristi ma viene collocato alla posizione 21. Nessuno degli schierati al Terminus insomma ha concrete speranze di venire eletto, mentre proprio l’Udc comasca per quattro legislature aveva contato su un parlamentare, Luca Volontè. «Dopo quattro legislature, Volontè rimane una risorsa fondamentale per il partito, ma ha fatto una scelta diversa» spiega il segretario provinciale David D’Ambrosio.
Volontè potrebbe correre infatti per le prossime elezioni europee.
È quindi la volta dei due “big”. Il valtellinese Benedetto Della Vedova rivela un aneddoto: nel 1986 ha fatto il servizio civile a Erba, alla Casa Prina, e portò al mare gli anziani erbesi. Radicale, europarlamentare nella Lista Bonino, poi passato con Berlusconi e ora con Fini, Della Vedova parla di tasse e attacca la Lega. «Altro che Basta Monti, basta tasse, Basta Lega e basta tasse – dice Della Vedova – La serietà implica anche cose poco simpatiche, ma i sacrifici sono serviti. Io sono stato in passato attratto da Berlusconi e dalle sue riforme liberali, ma oggi le sue promesse sono soltanto fuochi d’artificio, luccicano ma durano lo spazio di pochi secondi. Aveva promesso di cancellare il bollo auto e l’Irap, invece ha salvato Alitalia». Poi un attacco al centrosinistra a livello regionale.
«Ambrosoli non potrà mai fare delle scelte nette – ha spiegato – l’unico scelta possibile e alternativa al centrodestra che ha portato la Lombardia nel fango è Albertini». Infine un’idea per rilanciare l’economia. «Un secolo fa qualcuno si è inventato la seta di Como e ha creato occupazione e benessere – spiega – l’economia può essere salvata solo dai privati e dalla qualità».
Bordate sulla Lega pure da Gianmarco Quadrini. «Da capogruppo ne ho viste e sentite di tutti i colori – afferma – La Lega dice prima il Nord, noi diciamo Prima l’Italia».

Paolo Annoni

Nella foto:
Con i big al Terminus
Il parlamentare con il segretario dell’Udc, David D’Ambrosio
31 Gennaio 2013

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