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Le luci di “Moon & Stars” accendono Locarno. Numeri da record che oscurano il Lario

La kermesse musicale(m.prat.) I numeri del “Moon & Stars” di Locarno, se confrontati con quelli di Como, sono impietosi. Il prestigioso festival – su cui domani calerà il sipario con l’atteso concerto di Neil Young – in queste settimane ha totalizzato una media di 9mila spettatori a serata. E non stiamo parlando di una rassegna gratuita come l’Estival Jazz di Lugano, ma di una kermesse che per ogni evento ha un biglietto di ingresso, prevendite incluse, di circa 100 franchi. E allora quali sono le ragioni di un

successo che si rafforza di anno in anno in una città di poco più di 16mila abitanti? Sicuramente i nomi in cartellone, ZZ Top, Krokus, Amy Macdonald, Glen Hansard Santana, Green Day, Depeche Mode, Mark Knopfler, Bryan Adams e il già citato rocker canadese, aiutano a richiamare il grande pubblico. Ma il segreto non è da ricercare solo qui. La realtà, come ci conferma il fotografo italiano Alessio Pizzicannella, che da qualche tempo vive a Locarno, dove segue professionalmente sia il “Moon & Stars” che il Festival del Cinema, altro mega evento che in agosto porterà in Ticino migliaia di spettatori, è che questa manifestazione è capace di attrarre pubblico anche da lontano, in particolare dalla Svizzera tedesca, e di soddisfare le richieste di eventi prestigiosi da parte dei numerosi turisti che giungono sul Lago Maggiore. Insomma, un mix di componenti che non nascono per caso, ma da una attenta programmazione sostenuta da tutta la città. E pensare che fino al 2006, il “Rhythm of The Lake”, festival organizzato a Villa Erba di Cernobbio da Vittorio Quattrone, era stato capace di attrarre grandi nomi (Bob Dylan, Anastacia e i Deep Purple, per citarne alcuni) e di competere con lo stesso “Moon & Stars”, che nasceva negli stessi anni. Se da una parte il prossimo anno si festeggeranno 10 anni di successi, dall’altra dobbiamo fare i conti con un Teatro Sociale che ha dovuto, giocoforza, farsi carico anche dell’eredità della kermesse rock. Ma i numeri di ieri per i Baustelle all’Arena di Como, nemmeno 500 paganti, devono fare riflettere. Creare buoni eventi non basta, serve capire come attrarre turismo di qualità in città per sostenere gli sforzi enormi di chi porta cultura. Tutti insieme.

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