Le mamme contro l’amministratore di Asf

alt«Mi piacerebbe che Annarita Polacchini provasse a fare un po’ di slalom sul bus incriminato»

«Invito l’amministratore delegato di Asf, prima di parlare, a venire a fare un giro con me sui bus in servizio in Valle Intelvi. Dopo, potremo anche discutere della situazione, forse si sarà fatta un’altra idea».
Non si placa l’ira dei genitori delle ragazzine coinvolte nell’incidente avvenuto una settimana fa a Pellio Intelvi. Una bambina di 11 anni è caduta da un bus in corsa per l’apertura improvvisa delle porte, riportando ferite fortunatamente lievi. Contusioni anche per le due

amiche della giovanissima che hanno provato a trattenerla sul mezzo.
Le famiglie delle tre bambine si sono rivolte ai carabinieri e hanno presentato denuncia, chiedendo che sia fatta chiarezza. Secondo quanto riferito dai genitori, le ragazzine erano sedute al loro posto quando, per l’apertura improvvisa delle porte, una di loro è volata fuori. Un problema non nuovo, come dimostrano le decine di segnalazioni fatte dagli autisti di Asf dal 2003 a oggi.
«I meccanici di Asf sono intervenuti sulle porte 52 volte in 5 anni – ha dichiarato l’amministratore delegato di Asf, Annarita Polacchini – Segno evidente che la manutenzione non è mai mancata. I 52 interventi sono compresi in un totale di oltre mille compiuti sugli autobus in questione, una media normale».
In una nota ufficiale diffusa dopo l’incidente, Asf ha escluso guasti e malfunzionamenti delle porte del bus su cui viaggiavano le ragazzine ferite. La causa dell’apertura improvvisa delle porte, secondo quanto riferito dall’azienda, potrebbe essere attribuita a «qualcosa che ha impedito la corretta chiusura». Di fatto, un modo per puntare il dito contro gli stessi passeggeri.
«Non accetto nel modo più assoluto queste parole – dice la mamma di una delle 11enni ferite – Oltre al danno anche la beffa? Non è accettabile. Mi piacerebbe che Annarita Polacchini provasse a fare un po’ di slalom sul bus incriminato, poi vediamo cosa avrà ancora da dire».
Al momento dell’incidente di Pellio, sull’autobus viaggiava una ventina di passeggeri, perlopiù ragazzini diretti alle scuole medie. «Sono bambini di 11 anni, alla seconda settimana del primo anno della scuola media – dice ancora la mamma – Bambini abituati ad andare a scuola a piedi sotto casa. Mentre chiacchieravano e scherzavano si sono trovati sbalzati fuori dal bus.
Tutti hanno ripetuto che le bambine erano sedute – continua la signora – È assurdo farle sentire responsabili di quanto accaduto. Non è giusto. Si sono spaventate e si sono fatte male. Hanno rischiato la vita e adesso si vedono anche additate come se fosse colpa loro. Non è assolutamente accettabile».
In attesa degli eventuali sviluppi dopo la denuncia presentata ai carabinieri, le famiglie ribadiscono con forza la richiesta che siano fatte chiarezza e giustizia. Per il prossimo futuro, la mamma di una delle ragazzine ripete poi il suo invito all’amministratore delegato di Asf. Non una provocazione, ma un vero appello a verificare di persona, assieme agli utenti, la situazione.
«La aspetto – ribadisce la signora – Venga con me a fare un viaggio su quell’autobus e si renderà conto di quello che le stiamo dicendo».

Anna Campaniello

Nella foto:
Annarita Polacchini, amministratore delegato di Asf

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