Le “mille e una notte” di Mario Biondi

Autori lariani
Viaggiatore, narratore, traduttore e romanziere. Una vita ricca di esperienze legate alle sue passioni fa approdare il noto scrittore Mario Biondi, vincitore del prestigioso premio letterario Campiello nel 1985, alla pubblicazione del suo quattordicesimo romanzo dal titolo La casa delle mille e una notte (pp. 170, 13 euro), appena edito da Barbera.
La storia di Rossella, protagonista della vicenda, si dipana attraverso i ricordi legati al suo rapporto sentimentale con Jean-Luc e soprattutto all’esperienza fatta nella dimora sull’Egeo, denominata “Le mille e una notte”, di proprietà di una donna turco–armena, in cui confluivano ospiti di varia provenienza che, giorno dopo giorno, arricchivano l’atmosfera con i loro racconti.
Biondi, questa casa può essere considerata come una sorta di “corte”?
«Se si intende l’antica corte, meta dei cantastorie, intesa come luogo in cui si raccoglievano le persone per scambiarsi le proprie esperienze, d’estate nei cortili e d’inverno nelle stalle, allora sì, è un paragone che calza perfettamente. La corte vista come luogo in cui l’apporto di ognuno viene messo a disposizione dei molti ascoltatori – dice lo scrittore – questa era un’usanza diffusa nel mondo contadino che facilitava l’aggregazione delle persone per mezzo della narrazione».
Rossella, protagonista della storia dello scrittore, si muove morbidamente ricercando nelle pieghe della memoria il suo rapporto con il famoso attore italo-francese Jean-Luc in bilico tra passione ed amicizia.
« Rossella è una donna come tante in cui le donne possono identificarsi. Ha la capacità di ironizzare su se stessa – continua l’autore – l’ossatura della vicenda è l’incontro, la passione su cui si appoggiano i ricordi e le avventure narrate dagli ospiti della casa».
Mario Biondi, attualmente lei vive a Milano, ma ha vissuto a Como gli anni della sua giovinezza. Che ricordi porta con sé di questa città?
«Di Como – dice – ho un ricordo dolcissimo legato agli anni dell’adolescenza. Certo, quando si vive un’età della vita non se ne apprezza quasi niente nell’immediato presente; invecchiando, invece, tornano a galla gli aspetti migliori, che fanno rimpiangere il tempo che fu. Ricordo che noi eravamo poveri e il nostro unico e sano sfogo era quello di tuffarci nelle acque del lago, allora lo si poteva fare, oggi purtroppo non sono più pulite. Comunque rimane sempre una città dal paesaggio stupendo. Pensiamo di vederla da Brunate o scendendo da San Fermo. Ancora oggi torno sempre con piacere a San Fermo, nella casa del nonno».
Il sito dello scrittore – presente sul web fin dal 1995 – è www.mariobiondiscrittore.it.

Federica Rossi

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