Le parole del vicario episcopale: «La Chiesa di Como sa di volergli ancora bene»

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La “difesa” del direttore del “Settimanale”

(a.cam.) Monsignor Angelo Riva ha deciso di tornare a parlare del caso di Marco Mangiacasale mercoledì scorso, dopo la pubblicazione della notizia della decisione di Papa Francesco di togliere per sempre il titolo di “don” all’ex parroco di San Giuliano condannato in secondo grado a 3 anni e mezzo per violenza sessuale su 5 ragazzine minorenni. La Diocesi di Como ha emesso un comunicato stampa soltanto dopo che la notizia è diventata di dominio pubblico, difendendo la scelta di non divulgare

prima la decisione del Papa. Il vicario episcopale e direttore del Settimanale, monsignor Riva, ha aggiunto alla nota un suo intervento personale che, almeno per certi versi, è una “difesa” di Mangiacasale. Il testo integrale è pubblicato sul sito della Diocesi.
«Don Marco non è un pedofilo, non è malato, non è socialmente pericoloso. È un peccatore che ha commesso crimini per i quali è stato giudicato, in sede tanto canonica che civile – ha scritto monsignor Riva – È davvero deprecabile che una certa immagine “mostruosa” dell’imputato abbia finito per diventare di pubblica opinione ben al di là della sua reale consistenza». Il vicario ha difeso anche la decisione della Diocesi di non dare alcuna comunicazione sulla decisione del Papa.
«Il procedimento canonico che ha coinvolto don Marco Mangiacasale – ha scritto – si è svolto secondo quella regola di riservatezza stabilita a tutela di tutte le parti implicate nell’iter processuale. Si tratta di un atteggiamento di prudenza, il cui obiettivo è evitare danni maggiori, ferite e lacerazioni, inflitte dall’eccesso di esposizione mediatica a persone e comunità già di per sé attraversate da una non piccola sofferenza. Don Marco non era un cattivo prete – ha concluso nel suo intervento monsignor Riva – È stato fragile e peccatore, e sta pagando fino in fondo per i suoi errori. La Chiesa di Como sa di volergli ancora bene, e di dovergli porgere, dopo l’aceto aspro della giustizia, il balsamo della misericordia. A partire da questa giustizia e da questa misericordia, tutti coloro che in vario modo hanno patito scandalo e ferita da questa dolorosa vicenda, possono riprendere, faticosamente ma con speranza, il cammino che ci porta ad essere più umani».

Nella foto:
Marco Mangiacasale non è più sacerdote dalla fine del 2013 ma la notizia è emersa soltanto pochi giorni fa. Subito dopo la Diocesi di Como ha emanato un comunicato stampa e una nota del direttore del “Settimanale”

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