Como e la sfida di Expo 2015: le piazze senza identità tra cantieri, parcheggi e spazi vuoti

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piazze, como Piazza Volta a Como (foto Fkd)

A 75 giorni dall’inaugurazione ufficiale di Expo, ecco che cosa la città di Como mette in “piazza”. Innanzitutto la prima notizia, non proprio positiva per la patria di Volta sempre più dedita al turismo, è che soltanto piazza De Gasperi, ovvero l’area antistante alla Funicolare, meta prediletta per i visitatori in arrivo sul lago, sarà pronta per l’esposizione universale di Milano. O quasi.
Il cantiere previsto scatterà a metà marzo per concludersi a fine maggio. Per gli altri luoghi di aggregazione, la situazione è decisamente altalenante. Basta infatti partire da ciò che si incontra nell’immediata periferia della città, per osservare come in più punti ci sarebbe bisogno di interventi immediati e drastici. Così è per piazza Camerlata. Oltre la terra di nessuno di Lazzago, all’uscita del casello A9, è proprio la famosa fontana di Cesare Cattaneo e Mario Radice a dare il benvenuto ai visitatori.
E lo fa nel peggiore dei modi. Mettendo in mostra le ferite del tempo, dello smog e dell’incuria. Tutte aperte e ben visibili. Il monumento troneggia stancamente in una piazza sempre più desolata. La speranza è che, oltre ai restauri previsti in futuro sulla fontana, la rinascita dell’area ex Trevitex possa migliorare, nel complesso, tutto il quartiere.
Chi giunge invece da Cantù, prima di arrivare a Camerlata, per la precisione ad Albate, può osservare i lavori in corso su una vasta zona dove sta nascendo – insieme con alcuni complessi residenziali – anche una nuova piazza, tuttora in fase di realizzazione. Sul versante svizzero, invece, chi arriva in città dalla dogana di Chiasso, si imbatte subito in piazzale Anna Frank, a Ponte Chiasso. Qui, oltre allo spazio ricavato di recente dal Comune per alcuni posti auto, la situazione di degrado è immutata nel tempo. A ridosso della chiesa e nei giardini circostanti aleggia, infatti, una sensazione di abbandono. E spesso fanno bella mostra di sé sacchi di rifiuti lasciati in ogni angolo.
Dirigendosi verso il centro città, la piazzetta antistante l’ingresso di Villa Olmo, oggi parcheggio, offre un panorama mozzafiato e introduce al parco della dimora dove sono cominciati, alcuni mesi fa, i lavori urgenti nei bagni. Interventi che anticipano una serie di opere, finanziate grazie alle risorse messe a disposizione da Fondazione Cariplo e che porteranno a un ridisegno completo del verde e del giardino storico.
Entrando in centro, le sorti delle altre piazze sono tutte proiettate nel futuro. Piazza Roma, oggi parcheggio per residenti e spesso indicata come area deserta e poco sicura da abitanti e commercianti, rimarrà così per tutto il 2015. Soltanto nel 2016 si dovrebbe iniziare a scorgere il nuovo volto della piazza su cui tante polemiche si sono scatenate dopo l’introduzione della nuova Zona a traffico limitato (Ztl).
Immobile, per ora, anche piazza Volta. E il salotto buono di Como, piazza Cavour. In attesa di veder nascere i nuovi bastioni e la nuova passeggiata a lago dotata delle barriere antiesondazione, rimarrà immutata. Ad accogliere i turisti di Expo ci sarà invece la passeggiata temporanea allestita dagli Amici di Como.
Di recente, infine, ha fatto molto discutere il botta e risposta fra Diocesi e Comune di Como sulla riqualificazione di piazza Grimoldi. Oggetto del contendere è la posa di una fontana davanti alla chiesa di San Giacomo, così come previsto dal progetto vincitore di un concorso di idee.
Su questo aspetto, il disegno verrà comunque modificato. Lo chiede la Soprintendenza anche dopo alcuni rilievi mossi dalla Curia, a partire dalla difficoltà di transito per le processioni fino alla non congruità con la storia del luogo.
Insomma, a poche settimane da Expo i cantieri aperti e quelli in fase di realizzazione sono sempre di più e, come detto, uno solo si chiuderà in tempo – o quasi.

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