Le scuole di Villa Saporiti rischiano di non riaprire «Troppi tagli dal governo»

Istruzione – Il caos determinato dalla spending review
L’ex assessore provinciale: «Servono 9 milioni»
L’allarme è stato lanciato, a livello nazionale, dal presidente dell’Unione province italiane (Upi), Giuseppe Castiglione: «Con i tagli previsti non siamo nelle condizioni di poter assicurare l’avvio dell’anno scolastico. La metà delle Province andrà in dissesto». Ma l’allarme lanciato a Verona, dove ieri sono riuniti i rappresentanti delle Province di Lombardia, Veneto e Piemonte per fare i conti con la scure della spending review del governo, ha un’eco fortissima anche sul Lario
.
Conti alla mano, il decreto che porta una nuova ondata di tagli per gli enti territoriali in via di ridefinizione radicale, costerebbe alle Province 500 milioni di euro in meno per il 2012 e un miliardo per il 2013. Da qui, dunque, l’allarme di Castiglione centrato in particolare sull’impossibilità di garantire il regolare funzionamento dei numerosi istituti scolastici gestiti dalle Province, ovvero tutte le scuole superiori del territorio.
«Se il testo non cambiasse nonostante i numerosi emendamenti delle varie forze politiche – ha affermato il presidente nazionale dell’Upi – dovremo andare dal ministro Profumo a dire che non abbiamo le risorse per gli edifici scolastici». E su questo allarme si innestano i numeri di chi, come nessun altro in provincia di Como, conosce il fabbisogno delle scuole provinciali, ovvero l’ex assessore di Villa Saporiti, Pietro Cinquesanti. «Comprendo perfettamente il senso degli allarmi – afferma Cinquesanti – Basti pensare che la Provincia così come l’abbiamo conosciuta finora, gestisce una quarantina di sedi scolastiche tra edifici principali, sezioni distaccate e succursali vere e proprie. E le spese per il normale funzionamento di questo patrimonio sono molto alte».
Non mancano, ovviamente, i numeri concreti per dare un’idea di come i mancati trasferimenti statali possano incidere sull’effettivo funzionamento – se non proprio sulla riapertura – delle scuole. «Per la sola manutenzione ordinaria – afferma l’ex assessore all’Edilizia scolastica – sarebbero teoricamente serviti ogni anno circa 6 milioni di euro, e non ne mettevamo a bilancio soltanto 2,8. Lo facevamo proprio per limitare al massimo le uscite, altrimenti troppo onerose, e comunque ce la siamo sempre cavata».
I conti, però, non sono finiti. Una voce su tutte mette “paura”: quella per il riscaldamento.
«A seconda dell’inverno – specifica Pietro Cinquesanti – la Provincia spende, ogni stagione, circa 3 milioni. E questa è una voce non comprimibile: le scuole vanno riscaldate, c’è poco da fare». Il totale, quindi, a questo punto è già arrivato a poco meno di 6 milioni.
«Se poi capita che una scuola abbia bisogno di lavori straordinari – aggiunge l’ex assessore provinciale – allora si possono spendere anche molti più soldi. Insomma, non è impossibile arrivare a un fabbisogno di 8-9 milioni di euro per un anno scolastico». E, naturalmente, la Provincia, con i trasferimenti statali ridotti in maniera drastica, difficilmente potrebbe coprire una simile cifra, o quantomeno senza dover tagliare magari in altri settori. «Resta poi aperto un altro tema – conclude Cinquesanti – In attesa che il nuovo assetto delle Province diventi concreto, con chi parlano oggi i dirigenti scolastici? Mi sembra che il caos, in questa fase, sia molto».
Difficile dar torto a Cinquesanti. Anche perché, calendario alla mano, siamo già arrivati alla fine di luglio. E per l’inizio della nuova stagione scolastica mancano poco più di una quarantina di giorni. Un tempo che rischia di trascorrere nella confusione assoluta.

Emanuele Caso

Nella foto:
Studenti seduti davanti all’inconfondibile facciata del Setificio di Como, gestito dalla Provincia

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