Le sigarette, il “turista”, la partita di calcio. Altra ondata di denunce per chi non rispetta il divieto di spostarsi

Il tribunale di Como

Il campionario di “imprese” insensate, in questi giorni di allarme sanitario e restrizioni agli spostamenti volute per limitare la diffusione del Covid-19, è assai ampio.
Già nei giorni scorsi ne avevamo dato conto.
Anche le ultime ore non sono state esenti da segnalazioni di persone che proseguono incuranti dei rischi di denuncia (per la violazione dell’articolo 650 del codice penale) e di sanzione, superiore ai 200 euro. Così può capitare ad esempio, alla polizia, di denunciare un giovane in pieno centro a Como – ma proveniente da un altro comune – che invitato a giustificare il perché del suo spostamento e della sua presenza in riva al lago, aveva candidamente ammesso: «Volevo vedere come stavano messe le cose qui». Dalla Questura, oltre a quella appena citata, sono state altre 12 le denunce girate alla Procura cittadina. Una delle scuse che più stanno prendendo piede per giustificare spostamenti non ammessi, è quella delle «sigarette». Per carità, in questi giorni di ristrettezze (per il bene di tutti) non è stata vietata l’apertura dei tabaccai, quindi in linea teorica comprare le sigarette sarebbe anche ammesso. Difficile però accettare questa giustificazione da chi – per le “bionde” – ha percorso chilometri e chilometri.
Una denuncia in tal contesto è stata fatta dalla polizia locale di Cantù, altre due dai carabinieri della compagnia di Menaggio a carico di un 40enne e di un 28enne rispettivamente a Sorico e San Siro.
I carabinieri della compagnia di Como, invece, hanno fermato una bella partitella di calcio nell’area del parcheggio dell’Ippocastano, partecipata da un buon numero di stranieri: tutti e nove sono stati ovviamente denunciati per lo stesso motivo, la violazione dell’ormai noto articolo 650.
Infine, ieri la polizia locale è intervenuta sempre a Como, in piazza Martinelli, per sparpagliare un altro gruppetto di stranieri tutti radunati attorno a una panchina.
Dal comando, nel report consolidato che risale al 13 marzo, non si segnalavano ancora denunce nonostante gli oltre 100 controlli fatti tra automobili e persone a piedi per le strade della città di Como. Tutte erano risultate in regola.

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