Le strade comasche di “Roi Nibalì”. «Prediligo Lanzo e Val Rezzo»

© | . . Vincenzo Nibali davanti all’immagine della Gazzetta dello Sport che celebrò il suo successo al Tour 2014

«Le mie salite preferite quando sono nel Comasco ad allenarmi? Lanzo Intelvi e Val Rezzo». Vincenzo Nibali, vincitore del Tour de France 2014, a margine della consegna del premio “Mendrisio d’oro” ha accettato di parlare di temi lariani.
Un territorio, il nostro, che per il campione del pedale non è così lontano, visto che Nibali ha scelto di vivere a Lugano.
E così per il suoi allenamenti ha scelto anche i percorsi delle montagne comasche. «Mi regole a seconda del tipo di allenamento che devo svolgere – ha spiegato – In questo territorio le opportunità sono molte».
«Quando rimango in Svizzera – ha aggiunto – vado nella zona del Locarnese – Nel varesotto apprezzo l’Alpe Tedesco e la zona di Marzio. Nel Comasco mi piacciono soprattutto i percorsi della Valle Intelvi e per la scelta del tracciato valuto il lavoro che devo svolgere».
Una curiosità che riguarda quando invece sceglie i tracciati alle spalle di Porlezza. «Ho sempre fatto la salita che porta a Val Rezzo – ha spiegato Vincenzo Nibali – e poi tornavo indietro perché pensavo che finisse lì».
«Invece mi hanno spiegato che c’è un incrocio e poi la strada prosegue – ha detto ancora – Conto, quindi, di andare avanti quando tornerò da quelle parti».
Quindi ora non è da escludere l’ipotesi di vedere il grande ciclista, portacolori del Team Astana, anche in Val Cavargna su quella che, da Val Rezzo e Grandola, è anche la prova speciale di trenta chilometri del Rally Aci Como-Etv.
Ciclismo a Como significa anche Giro di Lombardia. Una gara che finora a Nibali non ha regalato molti sorrisi. «Il primo ricordo che mi viene in mente è quello del 2011 – ha ammesso – quando sono andato in fuga all’inizio del Ghisallo e poi sono stato ripreso. A ripensarci, è stato un errore, mio e dell’ammiraglia. Ovviamente uno sbaglio che non rifarei».
Ma ora è tempo di pensare al Lombardia 2015 che, come è noto, partirà da Bergamo e dopo qualche anno vedrà di nuovo il suo epilogo sul lungolago di Como.
«È ovvio che mi piacerebbe fare bene in una gara che si disputa sulle strade dove mi alleno e dove mi considero di casa – ha spiegato Vincenzo Nibali – Il finale che mi piacerebbe? Con Ghisallo, Muro di Sormano e la salita di Civiglio». Ma alla fine non sarà così, visto che al posto dell’ascesa a Civiglio di dovrebbe essere quella di San Fermo.
La corsa autunnale può essere un obiettivo di Vincenzo? «Non lo nego, ma allo stesso tempo bisogna vedere le condizioni in cui ci arriverò, visto che è in programma a fine stagione».
In conclusione non è mancato un riferimento al corridore comasco Luca Paolini. Al centro dell’attenzione la prima pagina della “Gazzetta dello Sport” post Tour de France, gialla e non rosa, con il grande titolo Roi Nibalì.
«L’idea era stata proprio di Paolini, oltre che di altri colleghi – ha concluso – ed è stata una prima pagina indimenticabile. Ancora oggi è uno dei ricordi del Tour più gettonati tra gli appassionati che mi chiedono gli autografi».
Massimo Moscardi

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