Cronaca

Le vele di Libeskind peseranno 11 tonnellate. Entro la fine di ottobre l’avvio del progetto

altDalle opposizioni molte critiche alla scultura dell’archistar
(da.c.) I contorni del monumento che Daniel Libeskind donerà alla città di Como si fanno sempre più chiari. Anche perché il dibattito su “The Life Electric” non si ferma e si arricchisce, semmai, di molti e dettagliati particolari.
Ieri pomeriggio, a Palazzo Cernezzi, le commissione II e III si sono riunite congiuntamente proprio per ascoltare i vertici degli “Amici di Como” (e i tecnici di questi ultimi) che illustravano il lungo percorso compiuto per portare nel capoluogo la gigantesca

scultura di acciaio e fibra di carbonio.
Un incontro istruttivo e per certi tratti molto interessante, nel quale sono stati svelati alcuni elementi significativi del progetto. Il peso delle vele di Libeskind, ad esempio: 11 tonnellate. O l’altezza da terra del monumento: in tutto, 17,25 metri, comprensivi dei 75 centimetri di fontana che staranno alla base della scultura.
Qualche chiarimento è stato dato anche sui costi: per l’installazione serviranno 130mila euro, interamente a carico degli “Amici di Como”. Per il consolidamento della diga foranea, invece, si andrà su una spesa vicina ai 500mila euro.
Questo passaggio verrà assegnato attraverso un bando di gara – formalmente sarà una sponsorizzazione tecnica – che avrà tempi brevissimi: 20 giorni di pubblicazione per la manifestazione di interesse, una decina di giorni per la consegna dei progetti esecutivi se dovessero esserci più concorrenti. Diversamente, se cioè gli “Amici di Como” fossero i soli a proporsi, si procederà con una assegnazione diretta.
Un po’ di luce è stata fatta anche sui costi di manutenzione. Quella ordinaria è stata prevista in 57mila euro per 5 anni e sarà a carico dei vincitori del bando. I costi di illuminazione saranno invece a carico di Palazzo Cernezzi. Spesa ipotizzata: 2.900 euro all’anno.
Dal dibattito di ieri sono poi emersi altri interessanti dettagli. La proprietà del monumento sarà del Comune, che ha già fatto una variazione di bilancio per accettare la donazione. “The Life Electric” non potrà essere spostato per i primi 5 anni. Ma finito questo primo periodo, gli amministratori del capoluogo potranno decidere di fare del monumento ciò che meglio credono. Anche venderlo, per assurdo.
Altre curiosità. I materiali utilizzati per la fabbricazione della scultura. Sono la fibra di carbonio e l’acciaio. Metalli che offrono la migliore resistenza al vento e alle oscillazioni e prevengono le possibili deformazioni. Nessun problema nemmeno per i fulmini – questione sollevata da qualche consigliere comunale: il monumento ideato in onore dello scienziato che inventò la pila avrà la messa a terra. Cosa del tutto ovvia, ma che i tecnici hanno dovuto specificare rispondendo a precise domande in tal senso formulate dagli eletti di Palazzo Cernezzi.
Una buona parte del dibattito, per quanto questo possa sembrare strano, è stata dedicata alla palificazione necessaria per consolidare la diga foranea nella sua parte finale. È stato spiegato che una ventina di micropali, lunghi 36 metri, saranno conficcati sul fondo del Lario in modo da evitare ogni spostamento della diga, costruita a metà del secolo XIX e minacciata nella sua stabilità da molti fattori. Non ultimo, lo speronamento subìto dalla motonave Orione alla fine di luglio 2009.
«Vogliamo fare in modo che a Expo 2015 Como sia rappresentata da qualcosa di unico – ha detto Daniele Brunati, coordinatore degli “Amici di Como” – Nelle altre province nessuno sta facendo altrettanto, le risorse sono poche».
L’ottimismo e l’entusiamo di Brunati non sono stati condivisi dai consiglieri comunali, in particolare quelli dell’opposizione, che non hanno risparmiato critiche. Alessandro Rapinese ha continuato a ringraziare gli “Amici di Como” per il loro lavoro ma ha demolito l’operazione, ribadendo di voler raccogliere le firme per un referendum popolare.
Nessuno ha però prestato attenzione a quanto sussurrato dal presidente del consiglio comunale, Stefano Legnani, il quale ha ricordato come il voto referendario è previsto in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno.
Considerato che l’opera dovrà essere terminata entro e non oltre il 1° maggio 2015, il rischio concreto è di far votare i cittadini sul sì o no al monumento quando quest’ultimo sarà stato inaugurato.

Nella foto:
Il modello di legno del monumento “The Life Electric” ideato dall’architetto americano Daniel Libeskind (foto Mv)
2 ottobre 2014

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