Cronaca

Le vestali della seta

altNel futuro del Museo Didattico di via Castelnuovo la digitalizzazione di 38mila campionari di tessuto
Via Castelnuovo 9, Como. Fili, trame, attrezzature. Una miniera di bellezza ed eleganza. Uno dei capitali della città lariana, città di mestieri, saperi, competenze, e crogiuolo di creatività artistica. Un tesoro custodito con pazienza, competenza e tenacia, pur tra non poche difficoltà, da un gruppo di sacerdotesse. Di età e formazioni diverse, ma tutte legate a doppio filo a un vincolo di fedeltà: preservare e tramandare la tradizione.

Un legame forte col passato che guarda al futuro. Il Museo Didattico della Seta di Como è anche questo: vuole estendersi, passare da collezione di attrezzature e macchine per il tessile a documentazione di tutta la filiera. Abiti e tessuti compresi. 

Noi iniziamo a svelarvi alcune chicche. Bruna Lai e Ilaria Giussani, curatrici del nuovo Centro di Documentazione dell’Industria Tessile del museo, hanno in custodia un patrimonio immenso. Stiamo parlando di 38mila campioni di tessuti, da digitalizzare e mettere a disposizione del visitatore con una rete di computer interna, e più in generale per tramandare una preziosa memoria.
Ma il vero obiettivo – se ne discute ai vertici del museo proprio in questi giorni – è rendere fruibile al pubblico questo patrimonio. Attraverso la versione numerica delle collezioni (lasciti di aziende, fondi di stampatori e tessitori, materiali per arredamento e tessuti per grandi firme della moda internazionale come Armani e Valentino) con mostre tematiche e anche con un ampliamento dell’attuale allestimento del museo stesso.
Tra le chicche c’è anche una collezione di macchine da cucire, che aggiungerebbe, se esposta, un ulteriore tassello al racconto della filiera tessile comasca. Ogni reparto del centro di documentazione racconta una storia: collezioni di idee per cravatte, un’intera biblioteca dedicata al lamè – filato sinonimo di eleganza, con quell’inconfondibile effetto di luce. E disegni che, a dispetto dei decenni, sono attualissimi o addirittura senza tempo, opere d’arte che brillano di luce propria. Alcuni volumi della collezione, con il progetto “Adotta un libro”, sono già stati restaurati e digitalizzati. Altri attendono mani amorevoli per risorgere dall’oblio.

Nella foto:
Ilaria Giussani nel “Centro di Documentazione dell’Industria Tessile” del Museo.  (foto Mv)
12 ottobre 2014

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