Le zanzare della Ticosa esasperano i residenti

alt«Questo è il benvenuto che ricevono i turisti quando arrivano a Como»
E pensare che la demolizione della Ticosa era stata persino festeggiata con i fuochi d’artificio. Era il 27 gennaio 2007. Purtroppo, a distanza di sette anni e mezzo, al suo posto ci ritroviamo solo un’immensa palude, un lago infestato dalle zanzare. Beffa nella beffa, visto che nell’area dove sorgevano i resti dell’ex tintostamperia è in corso da anni una complessa operazione di bonifica, che se tutto va bene dovrebbe ripartire a fine settembre. Ma a preoccupare oggi i residenti non sono certo i rifiuti industriali depositati nel terreno quando la Ticosa era in attività, perché il problema da risolvere immediatamente è quello degli insetti che hanno infestato l’enorme pozza d’acqua.

In via Grandi sono in molti a lamentarsi della situazione e c’è chi ha già provveduto a installare sulle finestre le zanzariere. Due anziani del quartiere cercano di prenderla con ironia: «Questo è il benvenuto che ricevono i turisti quando arrivano a Como scendendo dalla Napoleona». 

Altri, sia pure ancora con un sorriso per chi ascolta le loro proteste, sono arrabbiati e reclamano un intervento immediato del Comune per porre fine a una situazione che un agosto afoso renderebbe insostenibile. Anche se Bruno Magatti, assessore all’Ambiente di Palazzo Cernezzi, ha spiegato che presto verranno adottate misure urgenti per risolvere la questione. Potrebbe essere presa di nuovo in considerazione anche l’ipotesi di introdurre nel lago della Ticosa i pesci gambusia, esemplari ittici che si nutrono di zanzare.
Cessate le copiose piogge di luglio, resta viva la speranza che la macchia d’acqua, ormai ricca di alghe come le paludi della Florida, non si allarghi ancora rendendo più difficile la vivibilità di chi si affaccia sul “lago verde” di via Grandi.
Visto il temporaneo abbandono di cura da parte dell’uomo, la natura ha preso il sopravvento dell’area Ticosa.
E siamo letteralmente a due passi dalla basilica di Sant’Abbondio, una delle chiese più belle di Como e quindi una delle più visitate dai turisti che ogni giorno, provenienti da ogni parte del mondo, si recano numerosi in questa zona. I vecchi problemi della città, dal cantiere delle paratie alla Ticosa, restano irrisolti, simboli evidenti di questioni che si trascinano ormai da decenni senza lasciare grandi speranze che tutto, o qualcosa, si possa lasciare finalmente alle spalle.
Verrebbe da dire che in quel laghetto verde, rischiano di annegare ancora una volta le ambizioni di una città che non riesce ad uscire dalla palude, è proprio il caso di dirlo, in cui si è cacciata da troppo tempo. E così passerà anche questa estate anomala e le zanzare se ne andranno dalla Ticosa.
Chissà se la prossima stagione verranno definitivamente sfrattate quantomeno dal vecchio parcheggio a raso di cui la città di Como oggi più che mai ha tanto bisogno.

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Case vista lago.
Le abitazioni di via Grandi da un paio d’anni potrebbero essere classificate tra quelle “vista lago”. Peccato che il bacino in questione, formatosi nello scavo per la bonifica della Ticosa, sia una sorta di palude che fa proliferare ogni tipo di insetto, tra l’esasperazione dei residenti (fotoservizio Fkd)

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