Lecco batte Como sulle grandi mostre

Villa Olmo

Una decina di giorni fa era toccato a Novara, città che ha poche migliaia di abitanti in più di Como, dimostrare cosa si può fare sul fronte cultura con pochi mezzi e il Covid a mettere altri bastoni tra le ruote: nel corso di un convegno via Internet curato da Villa Carlotta che ha ipotizzato una card insubrica per i musei, la città piemontese ha portato l’esempio di un lavoro di squadra fatto di dialogo con le associazioni, apertura di luoghi, progetti che guardano al futuro.
Adesso tocca a Lecco dare un’altra dimostrazione di efficienza a Como sul delicato tema delle grandi mostre. La città di Volta, sul sito istituzionale del Comune dedicato alla cultura, dà, è vero, promemoria delle nuove sale della Pinacoteca dedicate al Razionalismo e a Giuseppe Terragni. Ma varie mostre che stavano partendo, come Miniartextil e quella sulle foto scattate da Giuseppe Terragni in Russia, sono al palo. Anche la città manzoniana è zona rossa per la cultura, ma si osa con una nuova grande mostra aperta dal 5 dicembre al Palazzo delle Paure di Lecco, Lotto. L’inquietudine della realtà. Lo sguardo di Giovanni Frangi, ossia l’evento di Natale nell’ambito del ciclo “Capolavoro per Lecco” a un anno dal successo della mostra Tintoretto rivelato, che in due mesi e mezzo ha totalizzato 22 mila visitatori. L’evento è promosso dalla Comunità pastorale e dall’Associazione culturale Madonna del Rosario, dal Comune di Lecco e dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese, con la collaborazione di Fondazione Cariplo e di Forfunding e Banca Intesa.
Un capolavoro di Lorenzo Lotto, Madonna con Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Caterina d’Alessandria, sarà dunque il protagonista di questa mostra. Ad affiancarlo e a dialogare con Lotto gli Esercizi di lettura di un grande artista contemporaneo, Giovanni Frangi. La mostra sarà allestita dal 5 dicembre al 6 aprile al piano terra del Palazzo delle Paure in pieno centro a Lecco. Ed è solo il primo stadio di una programmazione pluriennale. L’allestimento a cura dello Studio Melesi è articolato su tre sale. L’accesso avverrà prevalentemente su prenotazione. Già, ma il lockdown? Se dovesse perdurare, fanno sapere gli organizzatori, si partirà comunque regolarmente con esposizione virtuale sul sito, pronti ad aprire i battenti in sicurezza appena possibile. Costo del biglietto 2 euro, ossia meno di due caffè.

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