«Ecco come abbiamo sventato la rapina»

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L’assalto di Cadorago
Parlano i carabinieri che hanno convinto i malviventi ad arrendersi e a rilasciare gli ostaggi

È caccia aperta al complice (o ai complici) dei due rapinatori arrestati mentre assaltavano il Banco di Desio di Cadorago, colpo andato in scena giovedì mattina.
I carabinieri cercano ora chi era all’esterno dell’istituto di credito a fare da “palo” e che poi, intuita la malaparata, ha deciso di scappare lasciando al loro destino Oscar Maurizio Claudio Beccalli (un 48enne milanese) e Maurizio Tripi (47enne nato a Venezia e residente a Milano) che sono ora al Bassone.
E iniziano

a emergere sul clamoroso arresto – andato in scena in pieno giorno e davanti a più persone – anche alcuni particolari come ad esempio la trattativa che ha portato i carabinieri a convincere i rapinatori ad arrendersi.
«Abbiamo circondato completamente la filiale – ha raccontato ieri il maresciallo capo della stazione di Lomazzo, Alessandro Carchia – Poi abbiamo iniziato la trattativa dai vetri della filiale, cercando un contatto visivo con i malviventi. Uno di loro ha mostrato di essere armato e ha puntato una pistola contro una dipendente della banca intimandoci di andare via. Ma gli abbiamo fatto capire che eravamo in tanti e che per loro non c’erano vie di uscita». A Cadorago infatti, nel frattempo, erano arrivate pattuglie da Lomazzo, Fino Mornasco, Appiano Gentile e Cermenate oltre al personale del Nucleo operativo e radiomobile di Cantù.
Dentro la banca però la situazione era tesa e ovviamente delicata.
«I quattro clienti e i dipendenti erano stati legati con fascette di plastica e chiusi nell’ufficio del direttore – ha commentato l’appuntato Francesco Coppola, sempre di Lomazzo – Un solo dipendente stava con i rapinatori per condurli ai soldi».
«La trattativa? – continua Coppola – Abbiamo tranquillizzato i rapinatori, abbiamo fatto capire loro che non era nostra intenzione usare le armi. Così l’operazione si è conclusa senza ulteriori conseguenze».
I malviventi erano entrati nella filiale del Banco di Desio con baffi finti, parrucche, cappelli, occhiali da sole, travestimenti che sono stati mostrati ieri dai carabinieri della compagnia di Cantù. Tutto è iniziato poco prima delle 9 quando il primo rapinatore è entrato in banca.
L’uomo – taglierino in mano – ha costretto un impiegato ad aprire la bussola d’ingresso per far passare il suo complice, armato di pistola, con 9 proiettili e un colpo in canna. I due hanno quindi preso in ostaggio le 9 persone presenti, fra dipendenti e clienti.
I malviventi si sono quindi fatti consegnare i soldi contenuti nella cassaforte (9.200 euro) senza rendersi conto che il bottino conteneva anche due mazzette civetta, che sarebbero esplose al primo tentativo di fuga dei rapinatori, che si sono quindi ritrovati con le banconote macchiate di inchiostro indelebile. Sul posto nel frattempo, allertati dall’allarme silenzioso azionato da un abile dipendente, c’erano però già i carabinieri in forze.
Gli ostaggi sono stati liberati tutti senza conseguenze. Sequestrati ai malviventi anche documenti falsi e due targhe clonate posizionate sull’auto rubata usata per il colpo. Ma, come detto, in avvio, le indagini non si fermano. Ora si scava per verificare se i malviventi hanno commesso eventuali altri colpi e, soprattutto, per individuare il “palo” che secondo i testimoni si trovava fuori dalla filiale prima dell’arrivo dei carabinieri.

Mauro Peverelli

Nella foto:
I carabinieri che hanno sventato la rapina di Lomazzo durante la conferenza stampa di ieri

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