Cronaca

L’economia lariana è ancora malata. L’allarme di Verga

L’indagine – Aprile non è stato un buon mese per le imprese aderenti a Confindustria. Il 40% denuncia problemi di insolvenza peggiori rispetto a marzo
«Con questo stato di cose è impossibile fare un minimo di programmazione sugli investimenti»
«Con questo stato di cose è impossibile per qualsiasi azienda pensare di fare un minimo di programmazione sugli investimenti o anche solo dare risposte rassicuranti ai propri collaboratori». Il commento di Francesco Verga, presidente di Confindustria Como, non lascia spazio a molte interpretazioni. L’economia lariana è un malato grave. A livello nazionale è stata indicata una cura, ma i risultati non si vedono ancora ed è impossibile oggi stimare i tempi della convalescenza. Questo il quadro
che emerge dalla consueta indagine congiunturale rapida effettuata nel mese di aprile su un campione di imprese aderenti a Confindustria Como e Lecco.
La domanda in Italia, ad esempio, è calata per il 47% degli intervistati. Ancora più preoccupante il dato relativo ai pagamenti. Il 76% degli intervistati deve fare i conti con casi di insolvenza e di ritardi. E quando si chiede se la situazione sia migliorata o peggiorata rispetto al mese precedente, per il 40% delle aziende questa è peggiorata, per il 60% è rimasta sugli stessi valori di marzo e, drammaticamente, per nessuno la situazione è migliorata.
«Così – commenta ancora Francesco Verga – il rischio è di concentrarsi esclusivamente sulla sopravvivenza quotidiana, tralasciando lo sviluppo e la ricerca. Per riavviare la crescita occorrono seri e profondi cambiamenti, ma su questi aspetti mi sembra che ultimamente il nostro governo purtroppo abbia registrato una battuta d’arresto».
«Anche questa volta le nostre aziende – conclude il numero uno dell’associazione di via Raimondi – segnalano una sempre più scarsa visibilità sulla domanda, che raramente arriva a oltre due mesi».
Non solo dati negativi ad ogni modo nell’indagine di Confindustria. Gli ordini sono aumentati per il 21% del campione. Si attesta al 57% il numero dei soggetti che indicano invece una stabilità rispetto ai livelli di inizio anno.
Gli ordini provenienti dall’estero rilevano una performance migliore con una crescita per un terzo degli intervistati, stabilita nel 36%.
È cresciuto, infine, negli ultimi mesi, il ricorso alle casse (ordinaria e straordinaria). Diversi i casi di cessazione d’attività.

Nella foto:
Il tessile lariano, per due secoli simbolo dell’economia comasca, soffre come gli altri settori il lungo momento di crisi nazionale
23 maggio 2012

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