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L’edilizia domina nel mondo dei “fantasmi” del fisco

I dati della guardia di finanza per il 2011Tra chi non dichiara nemmeno un centesimo, ben 30 casi su 62 arrivano dal mattoneI fantasmi del fisco, quelli che non dichiarano nemmeno un centesimo e sono definiti come evasori totali, nella provincia di Como sono 62. È questo il numero totale che riguarda il 2011, in calo con i dati fatti registrare nel 2010 (furono 94) ma in aumento sul totale degli euro sottratti alla tassazione, saliti in 12 mesi da 155 milioni di euro a 178 milioni, comprensivi anche degli evasori “paratotali”. Il settore dei “furbetti” del fisco, insomma, sembra non conoscere crisi e si è stabilizzato– almeno per la categoria degli evasori totali – ben oltre le sessanta unità. Ma chi sono questi cittadini che il colonnello della guardia di finanza, Marco Pelliccia, non ha esitato a definire «più che dei furbi dei delinquenti»? I nomi e cognomi non vengono diffusi. Si conoscono, invece, l’età media (40 anni) e le categorie in cui sono impiegati questi imprenditori per lo più medio-piccoli ed ex dipendenti, che hanno sottratto alla tassazione una cifra stimata intorno ai 178 milioni di euro, con un’Iva evasa di 31 milioni di euro. A dominare, in questa torta che fa capo ai 62 evasori totali, è il mondo dell’edilizia (48,39%). In pratica secondo i dati in possesso delle fiamme gialle ben 30 fantasmi del fisco provengono dal mattone. Un dominio incontrastato, in quanto al secondo posto – staccatissima – si piazza la categoria generica degli “altri servizi” (9 casi per il 14,51% del totale), mentre per trovare un altro settore specifico bisogna scendere ancora fino all’11,29% (sette casi) appannaggio sia di imprenditori attivi nel mondo delle automobili sia di chi opera nel commercio degli elettrodomestici e dell’abbigliamento. Scendendo ancora nella poco gratificante classifica degli evasori totali, la guardia di finanza ha contato 6 imprenditori del settore informatico (per il 9,68%), 2 nel campo agricolo e uno solo attivo nella ristorazione.Non bisogna dimenticare infine che l’attività delle fiamme gialle ha permesso di portare alla luce anche i già citati 19 “evasori paratotali”, definizione che spetta di diritto a chi occulta importi superiori alla metà del reddito conseguito.Come detto, a impressionare è il volume totale dei capitali nascosti alla tassazione – 178 milioni di euro – all’interno di un anno, il 2011, che ha fatto registrare la cifra record di 728 milioni di euro tra ricavi non dichiarati e costi non deducibili. Nel 2010, giusto per fare un raffronto, i capitali nascosti erano “solo” 488 milioni, ovvero quasi il 50% in meno. E scendendo ancora di un anno, addirittura 400 milioni. Con in incremento da brividi, in appena due anni, dell’82%.

Mauro Peverelli

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