Lega dei Ticinesi contro i suoi “ministri”. Quadri: «Danni collaterali superiori ai vantaggi»

altÈ polemica sul “minimo” salariale
Cresce, oltreconfine, l’indignazione dei ticinesi. La decisione del Consiglio di Stato di Bellinzona di stabilire uno stipendio minimo di 3mila franchi per i lavoratori di alcuni settori in cui sono generalmente impiegati i frontalieri, ha scatenato la rabbia degli svizzeri. I quali si sono affidati al web, come spesso accade in simili circostanze, per esternare la loro irritazione.
«Alla fine sono sempre i residenti a dover subire le conseguenze peggiori. Sarebbe giunta l’ora di

chiudere definitivamente le frontiere e basta», dice un abitante di Chiasso. Messaggi di questo tenore stanno invadendo la rete. Anche sulla scia di notizie relative al mercato del lavoro in Ticino dove il tasso di disoccupazione è salito al 5% in dicembre, rispetto al 4,8% di novembre 2012.
«Tra pochi anni saranno i frontalieri a comandare», dice amareggiato un altro internauta.
Duro anche l’intervento del deputato nazionale della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri.
«L’intento basilare della decisione era sicuramente positivo. Si voleva infatti compiere un intervento decisivo per contrastare i fenomeni di dumping salariale, ovvero la corsa al ribasso degli stipendi prodotta dalla presenza sul mercato del lavoro di personale disposto ad accettare compensi molto più bassi di quelli normalmente pagati in Ticino», dice Quadri.
Qualcosa però non è andato per il verso giusto. «Purtroppo il vero problema è rappresentato dai danni collaterali che questo provvedimento sta già provocando, a tal punto che gli effetti secondari stanno diventando superiori ai vantaggi», aggiunge Quadri.
«In effetti, la maggior parte degli addetti nei settori coinvolti dal provvedimento è frontaliera. E così il beneficio riguarderà quasi esclusivamente gli italiani. Inoltre, ciò genererà un effetto richiamo che porterà altri italiani in Svizzera. Si deve tornare a un contingentamento del numero dei frontalieri».
Va detto che il governo del Cantone, nel quale la Lega dei Ticinesi ha la maggioranza (2 consiglieri su 5) ha stabilito come, a partire dal prossimo 1° aprile, in tre settori – il commercio al dettaglio, la fabbricazione di apparecchiature elettriche e la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica – il salario minimo non potrà essere inferiore a 17,30 franchi l’ora per il personale non qualificato. Nessun lavoratore impiegato per 40 ore alla settimana potrà guadagnare un salario mensile che non raggiunga i 3mila franchi. «Diventeremo sempre più appetibili. E i pochi lavoratori svizzeri impiegati in questo settore che magari guadagnano anche più di 3mila franchi si vedranno ridotto lo stipendio», conclude Lorenzo Quadri.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
In Ticino si discute molto animatamente sul salario minimo a 3mila franchi

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