Lega furiosa per gli immigrati a Prestino. «Via subito, tornino al centro di Tavernola»

Gli stranieri sono stati trasferiti per un guasto alla caldaia nella struttura originaria
«La struttura di Prestino non è un centro di accoglienza per immigrati. I profughi devono tornare subito a Tavernola». Il presidente della Circoscrizione 3 Mirko Pontrelli si fa portavoce della Lega Nord e rilancia uno dei cavalli di battaglia del Carroccio a Como: l’edificio destinato a ospitare le persone in difficoltà realizzato appunto a Prestino.
Due settimane fa, a causa di un problema alla caldaia che impediva il corretto funzionamento dell’impianto di riscaldamento, l’amministrazione

comunale ha deciso di trasferire temporaneamente tutte le persone ospitate dal centro di accoglienza di Tavernola a Prestino.
Come confermato dalla dirigente del settore Servizi sociali Franca Gualdoni, «si tratta di 84 stranieri». «Di questi – continua la dirigente – 25 sono ospitati da tempo in base a una vecchia convenzione con la prefettura di Como nell’ambito della gestione del centro per richiedenti asilo».
I restanti sono invece arrivati nei mesi scorsi, trasferiti sul Lario dopo i massicci sbarchi seguiti all’emergenza scoppiata in Libia e in gran parte del Nordafrica.
La presenza dei profughi ha sollevato sin da subito qualche malumore. Venerdì scorso, molti tra i residenti della zona hanno notato la presenza, davanti alla struttura di Prestino, di almeno tre auto dei carabinieri e di un’ambulanza. E poco importa che si sia trattato di una banale lite tra alcuni ospiti e che la situazione sia tornata rapidamente alla normalità. L’episodio è stato sufficiente a far riesplodere la polemica.
«Abbiamo accettato il trasferimento a Prestino solo perché ci è stato detto che si trattava di una situazione di emergenza, legata esclusivamente alla rottura della caldaia nel centro di Tavernola – attacca Mirko Pontrelli – Mi sembra che due settimane siano sufficienti per far funzionare una caldaia. In ogni caso, la struttura di Prestino deve essere liberata subito perché non è un punto di accoglienza per gli immigrati».
«I residenti della zona sono preoccupati – prosegue il presidente della Circoscrizione – Molti di loro ricordano bene i problemi negli anni delle prime ondate migratorie e non vogliono trovarsi a vivere nuovamente una situazione simile. La struttura di Prestino, inoltre, confina con una scuola elementare, dalla quale è divisa solo da una semplice rete da giardino».
La richiesta del gruppo della Lega della circoscrizione sarà discussa in una riunione urgente del parlamentino convocata per questa sera, incontro nel quale si parlerà anche della situazione di via Domenico Pino. «Chiediamo al Comune di Como che risolva il problema della caldaia in modo che i profughi possano tornare a Tavernola – dice Pontrelli – La struttura di Prestino è stata pensata e voluta soprattutto pensando agli italiani in difficoltà e con la necessità di essere accolti e deve essere utilizzata per questo scopo».
Il problema della caldaia però non sembra risolvibile in tempi brevi. «Tutto l’impianto di riscaldamento è da rifare – spiega Francesco Scopelliti, assessore all’Edilizia pubblica – L’unica soluzione possibile dunque è stata il trasferimento dei profughi. Nell’immediato non sono disponibili altre soluzioni. Valuteremo poi come procedere con l’impianto rotto. Al di là della sistemazione, comunque, i numeri dei profughi presenti restano identici e non capisco quindi il motivo della protesta».

Anna Campaniello

Nella foto:
Un’immagine scattata ieri mattina al centro di via Sacco e Vanzetti. All’esterno della struttura si notano alcuni degli 84 immigrati giunti nei giorni scorsi (Mv)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.