Lega in sciopero. Nodo quasi risolto

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Intanto nella vicina Svizzera scoppia la polemica contro la “tessera del tifoso”: accuse di discriminazione

In campo ieri per i preliminari di Coppa Italia Lega Pro, gli azzurri di mister Giovanni Colella attendono per oggi la decisione finale sul possibile sciopero di domenica prossima, prima giornata di campionato.
«La squadra si sta preparando per giocare, poi vedremo», commentano dall’ufficio stampa del Calcio Como. Dalla vicina Svizzera arriva intanto una stoccata all’Italia per il regolamento della tessera del tifoso, che costringerebbe a un’odissea gli stranieri che vogliono seguire la

squadra (italiana) del cuore.
La prima giornata di campionato, stando alle informazioni trapelate ieri, dovrebbe svolgersi regolarmente. Lo sciopero indetto dall’Associazione Calciatori non è ancora stato revocato ufficialmente, ma già nel pomeriggio di ieri c’era un cauto ottimismo. La svolta decisiva è attesa per questa mattina, nell’assemblea di Lega in programma a Firenze. La speranza è in una fumata bianca, che permetterebbe il regolare fischio di inizio di tutte le partite in calendario il prossimo 1° settembre.
In attesa della decisione ufficiale, gli azzurri hanno proseguito la preparazione. «La decisione finale è rimandata al consiglio federale – ha fatto sapere ieri pomeriggio la società – La squadra sta proseguendo la preparazione convinta di disputare l’incontro. Se dovessero cambiare le carte in tavola, ma con una decisione unanime, allora seguiremo l’indicazione. Diversamente, si gioca».
Del resto, lo stesso direttore generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli, già martedì scorso si era detto ottimista sulla possibilità di raggiungere un accordo. «Sono sicuro che il buon senso prevarrà», aveva ripetuto.
TIFOSI SVIZZERI
Da oltreconfine, intanto, arriva una polemica contro la tessera del tifoso. “Il mattino”, il settimanale della Lega dei Ticinesi, ha pubblicato l’odissea di uno svizzero, tifoso del Milan, per l’acquisto di un biglietto per seguire in trasferta i rossoneri. «La burocrazia italiana discrimina ed esclude», attacca senza mezzi termini il periodico, che riporta poi il resoconto del giovane supporter. «Volevo acquistare dei biglietti per la curva ospiti al Bentegodi per Verona-Milan – scrive il giovane appassionato di calcio ticinese – Per entrarci è obbligatorio avere la tessera del tifoso. Dopo aver girato e telefonato a decine di sportelli per chiarimenti mi sono recato al TicketOne di Varese. Una volta giunto alla sportello, presento la mia tessera “Cuore Rossonero” allo sportello – prosegue il tifoso – ma mi dicono che non è compatibile con l’Italia. La mia ha codice Ern per l’estero, mentre dovrei avere il codice 006. Il problema che tale codice è ceduto solo ai residenti in Italia. L’unico modo per entrare allo stadio sarebbe farsi fare una tessera del tifoso italiana, cosa che però io non potrò mai avere perché non ho il codice fiscale. Morale della favola? Le tessere del tifoso rilasciate ai residenti all’estero non sono riconosciute negli stadi italiani». Dura la conclusione del settimanale, che non perde l’occasione per l’ennesima stoccata all’Italia. «L’unica soluzione, per il giovane ticinese, sarebbe quella di prendere casa in Italia oppure quella di andare in mezzo ai tifosi di casa della squadra avversaria – attacca “Il Mattino” – L’ennesimo caso di discriminazione da parte dell’Italia. Dai padroncini ai frontalieri, fino addirittura agli stadi di calcio. Il principio di reciprocità per l’Italia continua a rimanere un optional».
Il problema riguarda i tifosi che vogliono seguire la propria squadra in trasferta. Non si pone invece per le partite casalinghe, come del resto confermano anche dall’ufficio stampa del Calcio Como. «Per seguire il Como in casa, i residenti all’estero possono senza alcun problema acquistare il biglietto senza la tessera del tifoso – spiegano – Abbiamo ad esempio un gruppo di amici di Lucerna, tifosi affezionati del Como che spesso vengono ad assistere alle partite».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il mister degli azzurri, Giovanni Colella (foto Mattia Vacca)

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