L’elezione di Sergio Mattarella: parlamentari comaschi divisi

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica

Sergio Mattarella nel 2008 a Rovellasca a un convegno pubblico sulla riforma scolastica Sergio Mattarella nel 2008 a Rovellasca a un convegno pubblico sulla riforma scolastica

Sono soddisfatti i parlamentari lariani del Pd, Mauro Guerra e Chiara Braga, per l’elezione di Sergio Mattarella e per la compattezza dimostrata dal loro partito. Per Nicola Molteni, invece, deputato della Lega Nord, il nuovo presidente rappresenta il trionfo della Prima Repubblica e la rivincita della vecchia Dc.
Un lungo applauso, al raggiungimento del quorum, ha accolto ieri a Montecitorio l’elezione del 12° presidente della Repubblica. Sergio Mattarella, 73 anni, palermitano, già ministro e dal 2011 giudice della Corte costituzionale, è stato eletto con 665 voti al quarto scrutinio.
«Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini», sono state le prime parole del nuovo presidente, che martedì mattina alle 10 giurerà fedeltà alla Costituzione della Repubblica.
Obiettivo raggiunto per il premier, Matteo Renzi, che auspicava un’ampia convergenza intorno al nome da lui proposto. Soddisfatti, come detto, i parlamentari comaschi del Pd.
«Fin dall’inizio ho sostenuto la candidatura di Mattarella, che conosco bene e da tempo e con il quale ho avuto la fortuna di condividere parte del mio percorso parlamentare – dice il deputato Mauro Guerra – Sul suo nome il consenso è stato molto vasto. Penso che Mattarella sia l’espressione dell’Italia migliore sul piano della legalità, della sobrietà, della competenza e del senso delle istituzioni».
«Sono sicura che sarà un ottimo presidente della Repubblica – gli fa eco la collega di partito alla Camera, Chiara Braga – In questi giorni abbiamo colto tratti della sua personalità che lo hanno reso un candidato forte e autorevole. Anche le sue prime parole rivolte alle difficoltà dei cittadini sono state molto importanti».
Altrettanto importante, secondo Chiara Braga, il significato politico di questa elezione: «Credo sia stata una grande prova di unità, compattezza e maturità del Partito Democratico».
Di segno opposto il commento del deputato della Lega Nord Nicola Molteni. «Assistiamo al trionfo della Prima Repubblica e alla rivincita della Democrazia Cristiana – afferma – Mi piacerebbe che fosse un presidente terzo, garante di tutti ma temo che sia più iper-centralista che federalista». E sul significato politico di questa elezione, il parlamentare del Carroccio aggiunge: «Non credo che sia la vittoria di Renzi, penso invece che questo voto segni la sconfitta di Silvio Berlusconi e il de profundis del centrodestra come l’abbiamo conosciuto finora».

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