Como ha Leopardi nel suo Dna culturale: custodisce al Museo Giovio il manoscritto di un’opera d’esordio come “L’appressamento della morte” ossia l’esordio di Leopardi poeta datato 1816. Un testo che lo studioso Vincenzo Guarracino ha presentato in edizione critica e che andrebbe esposto al pubblico, Covid archiviato ovviamente. Proprio Guarracino, insigne leopardista di fama internazionale, firma un nuovo libro leopardiano in uscita, l’antologiaL’infinito dal Colle di Brunateedita da Pozzoni, con testi di poeti contemporanei ispirati ai versi dell’Infinito. Il sottotitolo è “Poeti Lariani nello specchio del mito di Leopardi a Como” e il libro è dedicato a due amici, Adelina Aletti ed Emilio Russo, dice Guarracino, “che in vario modo hanno segnato e guidato questi miei giorni di incessante ricerca di verità col ricordo della loro sensibilità e passione intellettuale. E a Federico Roncoroni, “il primo dei miei amici”, in memoriam”. Guarracino ha già in cantiere una nuova antologia in cui i poeti lariani renderanno omaggio a Dante nell’anno del 700° della morte del poeta.
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