Grandi mostre, l’era Cavadini inizia con un flop

altLa mostra su Sant’Elia si ferma a 16.957 visitatori. Magritte ne aveva fatti 120mila

Flop, fiasco, insuccesso. Comunque lo si voglia definire, il risultato ottenuto dalla prima grande mostra dell’era post Gaddi verrà ricordato come il peggiore di sempre.
Sono i numeri a decretare la condanna senza appello dell’esposizione La Città Nuova. Oltre Sant’Elia. Cento Anni di visioni urbane allestita a Villa Olmo. Inaugurata il 24 marzo, dopo 113 giorni di apertura ha chiuso il 14 luglio con una media di 150 ingressi giornalieri, toccando alla fine quota 16.957 visitatori totali

e generando un buco di almeno 200mila euro (a fronte di un budget di spesa di 745mila euro).
Al di là dei contenuti culturali della mostra – di sicuro valore – non può non far dubitare il risultato al botteghino. Il paragone con il passato appare impietoso. Mai alcun allestimento, in passato, ha ottenuto medie così basse.
La mostra meno visitata dell’era Gaddi è stata la prima, andata in scena dal 13 marzo al 6 giugno 2004 e intitolata Joan Miró. Alchimista del segno. Una mostra che si fermò a quota 74mila visitatori, con una media giornaliera di 770 biglietti strappati, ben 5 volte superiore rispetto a oggi. L’anno successivo, era il 2005, le cifre già interessanti dell’esordio salirono. Picasso. La seduzione del classico, allestita a Villa Olmo dal 19 marzo al 17 luglio, chiuse con 78mila visitatori e 700mila euro di incassi al botteghino.
La mostra costò però 1,8 milioni di euro.
Le prime due rassegne portarono in città quasi 150mila visitatori.
Nel 2006 l’esplosione con Magritte, l’impero delle luci che ottenne il record, mai più superato, di visitatori. Alla fine dei 4 mesi di apertura furono infatti 120mila i tagliandi acquistati, con una media record di 1.000 al giorno. Il costo complessivo fu di 1,7 milioni di euro: 42mila visitatori in più rispetto a Picasso e 100mila euro in meno di spese e costi.
Nel 2007 toccò a Gli impressionisti, i simbolisti e le avanguardie portare in riva al lago 80mila persone nei 4 mesi d’allestimento. Risultato superato anche nel 2008 con gli 85mila tagliandi venduti (in 120 giorni di esposizione) per l’evento L’abbraccio di Vienna : Klimt, Schiele e i capolavori del Belvedere.
Cifre in costante salita anche nel 2009 con la kermesse Chagall, Kandinsky, Malevic e i maestri dell’avanguardia russa che raggiunse quota 88mila biglietti sempre in 4 mesi di apertura. Fino ad arrivare alle ultime edizioni che hanno sempre fatto registrare ottimi risultati. Nel 2010, Rubens e i fiamminghi fu molto apprezzata, tanto che alla fine si contarono 90mila ingressi (con un “buco” di bilancio di 180mila euro). Nel 2011, la grande mostra di Villa Olmo venne dedicata al pittore ferrarese Giovanni Boldini e al mito della Belle Époque e chiuse i battenti con 77mila ingressi.
L’anno scorso, infine, La dinastia Brueghel con 90mila visitatori sancì la conclusione dell’era Gaddi. Nove anni di grandi mostre in grado di attirare in città 787mila visitatori, con una media annua di 87.440 ingressi. Numeri imparagonabili ai 16.957 tagliandi strappati per Sant’Elia.

Fabrizio Barabesi

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Nella foto:
La mostra, che si è chiusa domenica scorsa, ha fatto registrare numeri molto più bassi rispetto al passato

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