L’errore della banda: sul furgone il numero di cellulare

alt

Il retroscena dell’operazione contro i furti e le spaccate

(m.pv.) È bastata una leggerezza, per la verità di non poco conto. A tradire la banda che aveva imperversato con furti e spaccate in tutta la provincia di Como, è stato un incauto sopralluogo. Compiuto con il furgone della attività di uno degli arrestati, un 39enne di Vertemate con Minoprio di professione gessista, detto il “Grasu”. Sul mezzo, tra l’altro, era anche ben evidente un numero di cellulare che ovviamente corrispondeva a quello in uso all’uomo, la cui immagine è poi stata confrontata

con quelle degli uomini che portarono a termine il già citato sopralluogo nel negozio Gam Motor Garden di Beregazzo con Figliaro. Quel giorno, prima del colpo vero e proprio che andò in scena il 31 gennaio 2013, due uomini entrarono nell’esercizio commerciale, girarono in lungo e in largo verificando ogni cosa, poi fecero un acquisto da 10 euro. All’esterno, immortalato dalle telecamere a circuito chiuso, il furgone con il numero di telefono ben evidente. Ai carabinieri è bastato verificare che quella utenza fosse di proprietà del “Grasu” e infine controllare gli spostamenti del cellulare e i ponti agganciati proprio in occasione del furto al negozio di Beregazzo con Figliaro.
Piazzato il primo tassello, l’indagine è poi proseguita incrociando i dati con quelli dei telefoni cellulari contattati in occasione dei 13 furti contestati (altri dieci sono ancora in via di definizione) per allargare il cerchio dei sospettati, che ha poi portato alla richiesta di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per 11 persone, di cui 10 arrestate.
Da quanto è stato possibile verificare, tra l’altro, molti dei fermati non avevano altre attività ma, secondo l’accusa, «traevano il proprio sostentamento in parte o unicamente dai profitti dell’attività illecita». E proprio grazie a quel primo “colpo” delle forze dell’ordine – i carabinieri di Olgiate Comasco e i colleghi del nucleo operativo e radiomobile di Como – è stato poi possibile controllare i telefoni e registrare conversazioni poi confluite nelle oltre 100 pagine dell’ordinanza.
Oggi, intanto, proprio il giudice che ha firmato la custodia in carcere, il gip Maria Luisa Lo Gatto, si recherà al Bassone per interrogare gli arrestati e sentire la loro versione dei fatti. Gli indagati potrebbero anche preferire la via del silenzio. Il primo interrogatorio è stato fissato per questa mattina alle 9.30. Gli arrestati sono sei italiani, tre romeni e un marocchino.

Nella foto:
La banda in azione per il colpo a Beregazzo: il sopralluogo era stato fatto giorni prima

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.