L’Esperia e il Queens. Settant’anni di balli. Cambia la musica, le mode e le location

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Dal dopoguerra ai giorni nostri

Difficile fissare un’ora e un luogo esatto della nascita delle discoteche sul Lario. Nel Dopoguerra si balla un po’ ovunque. Nella vere e proprie balere come nei grandi ristoranti e nei circoli. Si ballava all’Esperia in via Diaz e al ristorante Due Cuochi a Como. Si ballava in via Milano Alta. D’inverno si andava invece a Ul Ginocc, sotto il Baradello. Ma qui si danzava sul ghiaccio. Sui campi da bocce veniva allestita una vera e propria pista. I gestori accendevano una lanterna rossa quando

il ghiaccio era “pronto” e dalla città i giovani e meno giovani salivano per pattinare.
Si ballava pure nel salone della Canottieri Lario, tutte le domeniche, oppure a Villa Geno.
Ogni quartiere aveva la sua balera insomma.
Per parlare di vere e proprie discoteche si devono attendere gli anni Sessanta. Spopolano a quel tempo due locali alla moda, il “Queens” di Cernobbio e “L’Escale” a Tremezzo. Entrambi i locali fanno parte di complessi alberghieri di lusso. Il “Queens” è all’interno del Regina Olga di Cernobbio, mentre la discoteca del Centrolago è al Grand Hotel di Tremezzo.
Per qualche anno è in voga anche il “Falco della Rupe” di Brienno, un po’ meno ricercato però, a iniziare dal nome.
Chi non ha problemi a muoversi in auto già allora sceglieva di dirigersi verso la Svizzera e Milano. Tra Melide e Lugano fioriscono una serie di Dancing, dal “Kursaal” alla “Piccionaia”, fino a “Le Cap San Martin”.
A Lecco sono già gli anni della mitica “Orsa Maggiore”, discoteca sul lago in cui lavoreranno anche noti personaggi dello spettacolo. Per quattro anni vi ha messo i dischi il conduttore tv e radiofonico Nicola Savino, di Radio Deejay.
Negli anni cambia la musica, cambiano i balli. All’inizio del terzo millennio spopola la formula del Disco pub, spesso anche con musica live. La formula più riuscita in tal senso è probabilmente quella del “Tartaruga” di Villa Guardia, ma hanno avuto stagioni fortunatissime pure il “Nonsolobocce” di Grandate, il “Micky Max” di Cadorago, il “Black Horse” di Cermenate, quest’ultimo ancora decisamente in voga. Ha vissuto invece la trasformazione da discopub in discoteca l’ex “Ombelico” di Tavernerio, poi “Kiva Han” ora “K Klass”.
Tra i dancing della provincia i più noti sono l’“Albert Club” di Fino Mornasco che si contendeva il primato con il “Las Vegas” di Lipomo, oggi trasformato in una sala slot.

P.An.

Nella foto:
Sopra, l’Hotel Regina Olga a Cernobbio e, a sinistra, l’ingresso del “Queens”, una delle prime discoteche della provincia di Como (fotoservizio Mv)

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