L’estate è arrivata in ritardo, invasione di insetti sul Lario

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Natura

(a.cam.) Spuntano tra l’erba del giardino, camminano tra le foglie delle piante, ronzano ovunque, negli spazi aperti ma pure in casa. La (fastidiosa) sensazione è una constatazione comune, «siamo invasi dagli insetti».
Che non si tratti di un’idea banale, di una chiacchiera da bar, ma di un fatto reale, con un fondamento scientifico, lo dice l’entomologo Mario Colombo: «È un fatto fisiologico legato alle temperature», dice l’esperto.
L’aumento esponenziale registrato negli ultimi

giorni riguarda un po’ tutte la categorie di insetti, volanti e non.
«Gli insetti, per dirla in modo molto semplice anche se non proprio scientifico, hanno bisogno di energia esterna per attivarsi – spiega Mario Colombo – Le funzioni principali della massima parte degli invertebrati avvengono nel periodo caldo. In termini pratici, avviene che le temperature elevate accelerano i tempi di sviluppo dei questi esseri viventi».
Se nei mammiferi, uomo in testa, i tempi della gestazione sono ben precisi e cadenzati, lo stesso non si può dire per gli invertebrati. «Gli insetti hanno tempi di sviluppo maggiori o minori a seconda delle temperature – spiega l’entomologo comasco – Con il calore le fasi dello sviluppo delle uova, per fare un esempio, accelerano e arrivano al termine in modo più rapido. Con il caldo gli insetti completano lo sviluppo ed escono dalla terra e dalle piante».
Il clima anomalo archiviato solo da poco, con la primavera cancellata da pioggia e temperature rigide, ha inevitabilmente inciso anche sullo sviluppo degli insetti.
«A causa del clima sono per così dire in ritardo anche gli insetti – sottolinea Colombo – Alcuni invertebrati trascorrono tutto l’inverno come uovo. Solo con il caldo esce la larva e, man mano che accumula calore, si arriva all’insetto adulto. In generale, quest’anno abbiamo un ritardo anche di tre settimane nella “nascita” degli insetti, che peraltro si sono sviluppati tutti assieme».
Difficile dire se queste anomalie possano avere effetti positivi o negativi per l’agricoltura.
«Facciamo l’esempio concreto della diabrotica, il nemico più insidioso del mais – dice Mario Colombo – Il maltempo ha ritardato lo sviluppo dell’insetto e quindi di per sé avrebbe favorito le piante, ma la pioggia al contempo di fatto non ha consentito la semina e quindi il mais non ha avuto benefici da questa situazione».
Lo stesso accade con il cinipide del castagno.
«Lo sviluppo dell’insetto è in ritardo – conclude l’entomologo comasco – ma purtroppo questo non corrisponde a un minor danno per le piante, che comunque rischiano di essere compromesse dal dannosissimo cinipide».

Nella foto:
Le vespe sono tra gli insetti più fastidiosi e temuti in questo periodo dell’anno

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