L’estate lirica di Consuelo

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Recital operistico – Il soprano comasco Gilardoni, protagonista dell’omaggio a Verdi di Erba, si racconta al “Corriere di Como”

Il Festival Castello di Pomerio, martedì 16 luglio, celebrerà il bicentenario di Giuseppe Verdi.

I soprani Serena Bellomi e Consuelo Gilardoni, il tenore Kyu Niam Chong e il baritono Eun Yon Park, con accompagnamento al pianoforte di Michela Forgione, interpreteranno famose arie tratte da “Rigoletto”, “Traviata”, “Ballo in Maschera”, “Falstaff”, “Otello” e “Don Carlo”. Il concerto, ad ingresso libero, si terrà alle 21.30.
Un’estate intensa, quella di Consuelo Gilardoni, recente protagonista del recital benefico verdiano in Duomo a favore dei Guanelliani in Cile.

«Dopo questo appuntamento verdiano a Pomerio, il 19 luglio sarò poi ad Abbadia Lariana per il concerto finale della masterclass che il mio maestro, il tenore Maurizio Comencini tiene sui recitativi delle Nozze di Figaro mozartiane e sulle varie versioni del Barbiere di Siviglia. Io canterò un’aria del Barbiere di Francesco Morlacchi. Si tratta di uno dei “Barbieri” piu difficili. Interpreterò dunque l’aria di Rosina di Morlacchi e poi quella rossiniana. I due brani hanno differenze enormi: Morlacchi è più articolato e mosso, quasi mozartiano, e punta molto in alto. Richiede all’interprete una grande agilità. In Rossini ovviamente la difficoltà è tenere a bada l’emozione».
Il soprano comasco Consuelo Gilardoni ha un carnet estivo intenso. Il 3 agosto sarà con Andrea Binetti, uno dei maggiori esponenti dell’operetta, al Premio dei Ragusani, evento che sarà ripreso dalla Rai. «E ho successo anche all’estero: sono stata selezionata per il “Torneo Internazionale di Musica” e l’anno prossimo volerò a cantare a Parigi».
Ma come è la vita di una cantante lirica emergente?
«Tanto esercizi – dice sempre Consuelo – soprattutto per mantenere la calma e la lucidità in mezzo a tanti impegni. Studiare musica a questo livello richiede un training continuo, oltre a dedizione e concentrazione. Io non perdo mai di vista un obiettivo, ma non ho modelli di riferimento».
Cioè?
«Ognuno ha la sua voce. Adoro tantissimo maestre come la Callas, la Dessì e Giusy Devinu. Ma non è giusto prenderle come riferimento per la propria vocalità. Ognuno di noi studia per la perfezione nel proprio repertorio, con la propria voce».
Consuelo Gilardoni ha la musica nel Dna: è pianista e arpista e ha anche fatto jazz per molto tempo prima di imboccare la via della lirica.
«Per me la musica è una missione – conclude – fin da quando avevo otto anni. Da compagna di giochi è divenuta ragione di vita. Io ce la metto tutta in palcoscenico, un’arena in cui devi essere sempre una tigre e dare il massimo. Lo studio è tanto, ma perseverare, alla fine, permette di raccogliere i frutti di tanti sacrifici».

L.M.

Nella foto:
Consuelo Gilardoni, recente protagonista del recital benefico verdiano in Duomo

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