Letta: «Senza l’Europa non usciremo dalla recessione»

Spero che domani non ci sia una rottura drammatica

«Da cittadino, con l’emergenza non ancora alle spalle, è doveroso sostenere chi è al lavoro. Quindi sono dalla parte del Governo così come dei presidenti delle regioni, da Fontana a Zaia e Bonaccini, giusto per fare alcuni nomi. Dopo si potrà e si dovrà parlare di responsabilità e di cosa non ha funzionato. Ora pensiamo a riprenderci con il fondamentale aiuto anche dell’Europa».

Le parole arrivano via Skype da Enrico Letta, ex presidente del consiglio e rettore della facoltà di Scienze Politiche dall’università Sciences Po di Parigi, intervistato prima della sua partecipazione in streaming dalla pagina Facebook del Partito Democratico della Provincia di Como a un incontro, moderato dal consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo e voluto per dialogare e confrontarsi sulla Fase 2 e su quanto accaduto nei mesi passati. Impossibile non domandare all’ex premier una valutazione sulla gestione lombarda dell’emergenza Coronavirus e sull’insediamento di un’apposita commissione di inchiesta per far luce su eventuali carenze o lacune.

«Saranno magari legittime le critiche avanzate contro la giunta regionale lombarda e il presidente Fontana – dice Enrico Letta – ma a mio avviso questo non è proprio il momento di fare accuse. Tutti noi dobbiamo avere ben presente un fatto decisivo: l’emergenza non è ancora passata ed è ben lontana da essere alle nostre spalle. Anzi ci attendono ancora diversi mesi di convivenza con l’emergenza e dobbiamo stare attenti in questa fase di transizione. Tutto infatti dovrà funzionare al meglio». Inevitabile, una volta che «l’emergenza sarà finalmente alle spalle, agire per accertare le responsabilità di un’eventuale cattiva gestione», aggiunge Letta, che analizza anche l’operato di Conte.

«Nessuno poteva francamente immaginare quanto è accaduto. Ci siamo trovati davanti a una realtà impensabile e quindi ritengo che il premier si sia comportato bene, nonostante la situazione politica attuale. Se poi mi si chiede cosa accadrà in futuro, non lo so. Posso soltanto dire che mi pare improbabile che in Parlamento prima della fine della legislatura si possa creare una terza via dopo i due governi che si sono succeduti. Penso che si andrà a esaurimento della legislatura, anche se non so quando», spiega Letta, che si sofferma sulla fase 2 di ripartenza di un sistema economico fortemente provato e indebolito dai mesi di lockdown.
«I dati sono impressionanti. Le persone che hanno perso il lavoro e quelle in cassa integrazione sono tantissime. Stiamo attraversando una fase di recessione durissima e dovremo impegnarci per salvare il lavoro e le persone. Tutto ciò sta inevitabilmente modificando il nostro modo di vivere», è la fredda analisi di Enrico Letta che conclude con una considerazione ritenuta imprescindibile. «Potremo venirne fuori solo con l’aiuto e la collaborazione dell’Europa. Chi pensa che l’Italia riuscirà a farcela da sola non sa cosa dice», conclude Letta.

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