Cultura e spettacoli

Lettere d’amore sotto una pioggia di bombe

altTra storia e memoria. Una toccante testimonianza che apre uno sguardo inedito sulla Seconda Guerra mondiale
Una storia d’amore al tempo della guerra. Struggente e al contempo luminosa, dato che accende di speranza gli anni bui del secondo conflitto mondiale, con l’Europa lacerata e sotto un tappeto di bombe. Lui, Guido, ha 25 anni. Giovane, si rammarica di vivere già di ricordi, separato dall’amata. Lei, Anna, 21, è «sola in mezzo a tanta bufera». Li rievoca un lessico familiare intenso quanto inedito, che andrebbe letto a scuola per il suo valore di testimonianza che trascende la dimensione del mero documento e si fa lezione etica.

Un viaggio nella memoria che merita di diventare, se non un film (ne ha la stoffa e anche l’ossatura “multimediale”, ma si sa quanto costino i film storici…) almeno una pièce teatrale. Sì, perché ogni pagina è già intrisa di immagini e di suoni: salgono a galla i film dell’epoca, e si ode la melodia delle canzoni che trasmetteva la radio mentre Guido piangeva, scorrendo sulla carta con la stilografica.

 

E così storia e memoria si sono intrecciate l’altra sera a Como, rievocando immagini e suoni oltre alle parole di questa storia d’amore di 70 anni fa, nell’antico nucleo originario delle suore del Valduce in via Vitani 13, in una cornice inusuale per la presentazione di un libro: un noto studio di avvocati nel centro di Como, quello di Giorgio Albè. Il libro si intitola 9.9.1943. Mia adorata Anna, gli avvenimenti precipitano?, e raccoglie le storie finora sconosciute di due innamorati e del loro entourage. Tornano alla luce del sole grazie alla casa editrice “Pari o dispari” da poco costituitasi ad Alba per volontà dello stesso autore, Marco Garello. «Ho voluto autoprodurmi per dare la massima qualità all’edizione, un omaggio alla storia d’amore dei miei genitori – dice – Ne è nata una storia che è come un romanzo ma è vita vera, una storia d’amore negli anni di guerra».
È stato proprio Marco a dare ossigeno a queste oscure vicende. È lui il figlio di Guido, quarto soldato di casa Garello chiamato alle armi negli anni della Seconda Guerra mondiale: ha ritrovato le lettere che il padre scriveva, piene di passione e di rammarico per eventi tanto drammatici che li avevano divisi, alla futura moglie Anna. Le scriveva dalla Francia dove era rimasto bloccato dopo l’8 settembre. Un destino ben più crudele toccherà al fratello di Guido, Elvio, morto in circostanze ancora oscure in un campo di concentramento in Germania. Queste lettere non sono mai state spedite in quanto la posta non funzionava e vi era comunque la censura che consentiva di scrivere solo cartoline postali con massimo 25 parole e sono state raccolte appunto in un diario.
«Io l’ho rinvenuto per caso, in un mobile, alla scomparsa di mia madre, con immensa emozione. Poi rileggendolo l’ho trovato molto interessante soprattutto sotto il profilo della quotidianità di due giovani dell’epoca e quindi non solo sotto l’aspetto del conflitto. E ho voluto farne un libro a futura memoria».
Si diceva della cornice inusuale della presentazione: l’avvocato Giorgio Albè annuncia che non sarà un unicum: «Uno studio legale ha anche una funzione sociale, di servizio, è pertanto nostra intenzione continuare a offrire alla città una serie di incontri culturali originali ad alto livello, ma sempre coinvolgenti per il pubblico, in una cornice bellissima quanto antica».

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Guido e Anna a passeggio sereni in una foto del 1941 scelta per la copertina del volume di Marco Garello
24 maggio 2014

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto