L’ex assessore: «Allarmi insensati»

Fulvio Caradonna sul caso paratie: «Si sta creando paura tra i cittadini»
«Le parole del sindaco Mario Lucini sono gravissime. Si sta creando una paura inutile nei cittadini. È da insensati rilasciare simili dichiarazioni».
Affonda il colpo senza indugio alcuno, l’ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Como, nonché “papà” delle paratie, Fulvio Caradonna. L’uomo simbolo del cantiere sul lungolago è rimasto letteralmente senza parole nel sentire le ultime notizie che certificherebbero un lento ma inesorabile sprofondamento di alcuni palazzi affacciati sul Lungolario Trento.
Il cantiere delle paratie, nel segmento del primo lotto, avrebbe avuto un impatto devastante su alcuni edifici della zona.
Questa la novità resa nota dal sindaco nei giorni scorsi. Il tutto sarebbe certificato da alcuni studi dell’Università dell’Insubria e del Politecnico di Como. I documenti sono stati ultimati e consegnati all’amministrazione.
Nei prossimi giorni dovrebbero essere pubblicati nella loro interezza.
A corredo delle analisi, ci sono anche foto satellitari. Istantanee precise al centesimo di millimetro che dimostrerebbero una inesorabile discesa verso il basso di case e palazzi durante il cantiere. Non soltanto, dunque, la subsidenza ma anche gli eterni lavori starebbero creando problemi ad alcuni edifici. «Sono considerazioni che ho trovato decisamente pericolose – spiega Fulvio Caradonna – Innanzitutto la Sacaim (la ditta veneziana che si è aggiudicata i lavori per il rifacimento del lungolago e la realizzazione delle barriere antiesondazione e che ormai, dopo infinite vicissitudini, attende dal Comune il risarcimento per i troppi stop al cantiere, ndr), in questi anni ha sempre usato dispositivi elettronici di rilevazione degli spostamenti e non ci sono mai state indicazioni di uno scivolamento dei palazzi. Mai alcuna segnalazione fino a oggi. Quindi uscire all’improvviso con toni allarmanti non mi sembra una mossa azzeccata».
Intanto, le analisi in mano al primo cittadino di Como potrebbero anche essere utili per riprende la trattativa in Regione e premere per ottenere un intervento urgente del Pirellone per sbloccare lo stallo in cui si trova il cantiere sul lungolago.
Un’opera sulla quale la Regione Lombardia è impegnata direttamente e in modo massiccio. Ha infatti finanziato quasi per intero l’intervento da 15 milioni, ha appena sborsato i 2,1 milioni necessari alle modifiche progettuali post-muro e ha collaborato direttamente alla stesura delle varianti.
«Saranno tutti elementi, quelli presentati dalle due università, su cui confrontarsi con il Pirellone – ha detto nei giorni scorsi il sindaco – L’obiettivo è trovare la strada più utile e intelligente per la città, per sistemare la questione lungolago».
Ma la bufera che sta imperversando nelle ultime settimane alla corte di Roberto Formigoni potrebbe rallentare ulteriormente, vista anche l’aria di elezioni anticipate, la conclusione dell’intervento. «Mi risulta inoltre che fino a oggi nessun privato tra i frontisti (chi abita a ridosso del lago, nel tratto sotto osservazione, ndr), abbia aperto contenziosi legali per denunciare uno sprofondamento o la comparsa di crepe e fenditure. È questo l’unico dato certo finora. Francamente, mi sembra che si stia gridando al lupo senza alcun motivo valido», aggiunge Caradonna.
«Inoltre, è scientificamente provato che ogni 50 anni si verifica un abbassamento della zona in questione di circa una decina di centimetri – aggiunge sempre Caradonna – Mi chiedo allora se questi centimetri di cui si sta parlando, e che sarebbero stati fotografati dai satelliti, non rientrino all’interno di questo fenomeno del tutto naturale. Se così fosse, non ci troverei niente di allarmante tranne le parole del sindaco Mario Lucini, che si dimostrerebbero ancora una volta, per non esagerare, fuori luogo. Sta infatti creando una sensazione di pericolo e un’agitazione assolutamente ingiustificate. Infine, mi spiace vedere come da 3 anni, ovvero da quando ho lasciato, il cantiere è praticamente paralizzato. Non si è fatto nulla».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il lungolago di Como nel tratto interessato dal primo lotto del cantiere per la realizzazione delle paratie antiesondazione. I lavori sono fermi ormai da tempo (foto Mv)

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