L’ex assessore Cavadini: «Mai visto un progetto della Regione in cinque anni»

Luigi Cavadini

Gaddi: «Chi ha ucciso Villa Olmo ha distrutto tutta la cultura comasca»

«Mai visto un progetto della Regione nei cinque anni in cui ho fatto l’assessore». Luigi Cavadini replica a modo suo alle affermazioni di Stefano Bruno Galli e ricorda come durante il mandato della giunta di centrosinistra «fu piuttosto la Provincia a prendere l’iniziativa, organizzando per due anni una “Giornata sul Razionalismo”: la prima in città, la seconda anche sul territorio».

La questione di come valorizzare il patrimonio razionalista lariano, dice ancora Cavadini, «è sempre stata all’attenzione della giunta Lucini. Abbiamo anche tentato di realizzare una segnaletica specifica senza però riuscirci. I tempi si allungarono a dismisura. Alcuni cartelli, programmati 4 anni prima, furono installati pochi giorni prima che terminasse il nostro mandato».

Cavadini annuncia comunque la prossima uscita di una «nuova guida che avrà come argomento il Razionalismo sul Lario. Uscirà in primavera da un editore comasco».

Il predecessore di Cavadini, Sergio Gaddi, assessore alla Cultura nelle due giunte di Stefano Bruni, spiega i motivi che lo hanno spinto a «non puntare sul Razionalismo per promuovere la cultura in città. Purtroppo – dice – non ha mai attirato né mai attirerà il grande pubblico per la sua freddezza intrinseca. È troppo di nicchia, ha un motore non abbastanza potente. Soltanto Villa Olmo può salvare la Casa del Fascio».

Spiega Gaddi: «È ovunque così. Anche a Roma vai al Colosseo, non all’Eur a vedere i palazzi di Guerrini e Minnucci». In questo senso va inteso il «traino dell’arte più popolare o conosciuta. Il grande pubblico non verrebbe mai spontaneamente a vedere le pur belle architetture razionaliste, l’unico modo per attirarlo è offrire un programma di grande fascino. Chi va a vedere Magritte è un turista interessato all’arte; ed è più facile convincere questo turista a fare un giro nella cittadella razionalista che non quello sbarcato a Como per il lago, disinteressato a ogni altra cosa».
Per questo, ribadisce Gaddi, «l’assassinio di Villa Olmo ha ucciso tutta la cultura di Como. Le cose grandi e anche le più piccole».

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