L’ex compagno svanito nel nulla

Il bolognese Silvio Mannina
(a.cam.) Il nome di Silvio Mannina non è entrato subito nelle cronache del delitto di Mozzate. C’è voluto qualche giorno prima che gli inquirenti si imbattessero nel 30enne, residente a Bologna, dove ha una figlia, e accertassero che il giovane è stato l’ultimo compagno di Lidia Nusdorfi.
Una relazione, quella tra i due, che sembra si fosse conclusa qualche settimana prima del delitto. Capitolo chiuso, dunque? Tutt’altro.

Perché di Silvio Mannina si sono perse completamente le tracce il 28 febbraio, il giorno prima dell’omicidio.
Difficile pensare a una semplice coincidenza. Soprattutto dopo che le indagini sui tabulati telefonici hanno rivelato che a dare appuntamento a Lidia in stazione a Mozzate è stato un messaggio partito dal cellulare di Mannina. È ancora mistero però su chi materialmente abbia scritto l’sms.
Ricostruendo in rete gli ultimi movimenti del 30enne di Bologna, è emerso che il giovane, il 28 febbraio, aveva un appuntamento alla stazione di Rimini con una donna, Monica Sanchi, attuale compagna di Dritan Demiraj, reo confesso dell’omicidio di Lidia.
O, almeno, con qualcuno che si spacciava per lei, visto che Monica ha ripetuto ai carabinieri di non conoscere Mannina. Un’ipotesi alla quale gli investigatori sembrano dare credito. Chi dunque aspettava Silvio Mannina alla stazione di Rimini? Tra le piste seguite dagli inquirenti, una porta proprio a Demiraj, che avrebbe “rubato” l’identità virtuale di Monica per entrare in contatto con il 30enne e, tramite lui, arrivare al suo unico obiettivo, Lidia.

Nella foto:
Silvio Mannina

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