Cronaca

L’ex questore di Como: «Non abbiamo trattato con gli ultras»

altCalcio violento
Mazza: «Prima di Napoli-Fiorentina, Hamsik ha solo aggiornato i tifosi sul ferito più grave»
(a.cam.) A Como, almeno dal punto di vista calcistico, le situazioni da gestire erano meno complicate.
L’ex questore del capoluogo lariano, Massimo Mazza, riveste ora la stessa carica a Roma e sabato scorso si è trovato alle prese con il difficile scenario che si è venuto a creare nella Capitale prima della finale di Coppa Italia. «L’ho detto e lo confermo: non c’è stata alcuna trattativa tra Stato e ultras», è quanto tiene a ribadire Mazza.

Il questore di Roma, a Como dal 2007 al 2011, è al centro delle cronache da sabato scorso, dopo la finale giocata all’Olimpico tra Napoli e Fiorentina. Gli sconti fuori e dentro lo stadio, il clima da guerriglia urbana, il dialogo tra il capitano del Napoli Marek Hamsik e Gennaro De Tommaso, noto come Genny a’ Carogna, capo degli ultras dei partenopei, hanno scatenato dibattiti e polemiche destinati a far discutere a lungo. Strascichi che, inevitabilmente, anche Massimo Mazza si trova a dover gestire. «Non abbiamo trattato con gli ultras – sottolinea l’ex questore di Como – Il giocatore del Napoli ha aggiornato i tifosi sulle condizioni del ferito più grave. Dopodiché, i rapporti tra le società e i gruppi di tifosi sono noti e confermati».
Gli episodi dell’Olimpico hanno riportato ancora una volta l’attenzione sul tifo violento, una piaga che, a differenza dell’Italia, l’Inghilterra è riuscita a cancellare. Una situazione che, secondo Mazza, ha diverse spiegazioni. «La prima grande differenza tra Italia e Inghilterra sta nella visione dello sport – spiega il questore di Roma – Quella inglese è senza dubbio migliore. Il senso di sportività dei britannici è noto. Partecipano alle partite, ma il tifo è ben diverso. Poi è anche vero che in Inghilterra, per contrastare la violenza negli stadi, sono state adottate misure più drastiche e immediate. Che potrebbero essere d’aiuto anche nel nostro Paese».
Per Massimo Mazza – che, lasciata Como, prima di essere promosso alla guida della questura di Roma ha rivestito lo stesso incarico anche a Genova, altra piazza delicata dal punto di vista calcistico – il Daspo, divieto di assistere alle manifestazioni sportive, è uno strumento efficace. «Credo sia utile – dice – E anche l’ipotesi del Daspo a vita potrebbe essere un elemento da prendere in considerazione, un tema sul quale riflettere. Questo però nell’ambito di una revisione completa anche di altri provvedimenti».

Nella foto:
Le immagini del capo degli ultras del Napoli, che parla con Hamsik e gli uomini della Digos di Roma, hanno fatto il giro del mondo
6 maggio 2014

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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