«Expo, mancano gli eventi di richiamo e la città è ridotta a uno scempio»

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Gli appuntamenti per Como
Le accuse del presidente di Confcommercio in vista dell’esposizione del 2015

(m.d.) «La promozione turistica non mi preoccupa, ciò che temo sono i ritardi sulla programmazione degli eventi di richiamo e, soprattutto, lo scempio che tuttora vedo in città e che certo non lascerà un buon ricordo ai turisti che sceglieranno di soggiornare a Como durante l’Expo di Milano». Il presidente di Confcommercio, Giansilvio Primavesi, interviene con una serie di distinguo nel dibattito sull’impreparazione del territorio lariano in vista dell’esposizione universale del prossimo

anno, un evento che per sei mesi, dal 1° maggio al 31 ottobre del 2015, vedrà la partecipazione di ben 141 Paesi del mondo chiamati a illustrare e approfondire il tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
Un’enorme vetrina internazionale che richiamerà milioni di visitatori da tutto il mondo. Le stime parlano di 21 milioni di persone, per il 30% provenienti dall’estero. Un’occasione da non sprecare per il sistema turistico di Como e del Lario.
«Stiamo seguendo da un paio di anni il progetto dell’Expo – dice Primavesi – La nostra ambizione è quella di dirottare sulla nostra provincia un po’ di quei milioni di turisti che dovrebbero arrivare per questo evento. Il nostro obiettivo è di farli venire qui piuttosto che lasciarli andare a Quarto Oggiaro o sul Garda. Le iniziative sono concentrate su Milano, ovvio, però noi, come Confcommercio regionale, stiamo cercando di far presente che Milano non è tutto».
Portare una fetta di visitatori in riva al Lario non dovrebbe essere difficile, secondo Primavesi. «A chi arriva da lontano, magari da Paesi immensi, in cui le distanze si misurano in centinaia di chilometri, come la Cina e l’India, bisogna solo ricordare che il lago di Como è vicinissimo a Milano, è in periferia – sottolinea il presidente della Confcommercio lariana – Marketing e pubblicità saranno necessari per far conoscere Como, ma su questo punto chi si cura di turismo ha le idee chiare e non sono preoccupato».
Ben altri, infatti, sono i timori di Primavesi. Il primo è relativo alla programmazione di eventi di richiamo che facciano parlare del Lario in vista dell’Expo, per attirare più turisti. «Su questo fronte – ammette – Como è un po’ in ritardo dal mio punto di vista».
Il secondo riguarda la situazione del capoluogo, l’impressione che Como lascerà ai visitatori dell’Expo.
«I turisti che giungeranno in riva al Lario in quei sei mesi, ma il discorso vale per sempre, devono fare da locomotiva – spiega Primavesi – Arrivano, conoscono le bellezze e le peculiarità del territorio, tornano a casa, ne parlano al loro Paese, spingono altre persone a visitare Como. Questo il meccanismo virtuoso che bisognerebbe ingranare. Noi come Confcommercio tentiamo di far sì che per l’Expo i nostri hotel, i nostri ristoranti e i nostri servizi siano al meglio. Ma vorremmo anche che chi arriverà a Como non trovasse lo scempio che c’è: il lungolago non ancora pronto, la Ticosa ancora una spianata, le strade piene di buche, i palazzi ricoperti di scritte e sgorbi. E non parliamo dei parcheggi. Uno scempio, appunto».

Nella foto:
Como punta ad attirare una fetta consistente dei turisti che arriveranno per l’Expo di Milano

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