Lezione di poesia con Elisa Biagini al circolo “Acàrya”

Anticipazione del nuovo libro
La scrittura in versi protagonista in città anche domani nella Pinacoteca di Palazzo Volpi
Scrittura come immersione radicale nella verità della parola per sconfiggere ogni retorica; scrittura come rivendicazione di libertà e di autonomia assolute, nel solco tracciato da antichi maestri del verso tra Europa e America.
Alta lezione di poesia, quella cui si potrà assistere oggi alle 21.15 nella sede del benemerito circolo letterario “Acàrya” alla Circoscrizione 6 di via Grandi 21 a Como.
Dove sarà ospite d’onore per il ciclo “L’altra Italia – percorsi di poesia contemporanea” la poetessa Elisa Biagini (nella foto), storica dell’arte di formazione e autrice nel 2007 del bel volume della “Collana bianca” di Einaudi Nel bosco. Presso l’editore torinese uscirà entro l’anno la sua nuova raccolta, che sarà ampiamente anticipata nel corso della lettura di stasera a Como.
«Al 99% il nuovo libro si intitolerà come una delle sue sezioni, Da una crepa – dice Elisa Biagini, classe 1970, che ha studiato e insegnato per vari anni negli Stati Uniti e pubblicato sinora sei raccolte di poesia oltre ad avere curato il volume Nuovi poeti americani (Einaudi 2006) – Come Nel bosco il nuovo libro sarà in tre sezioni. Nella prima dialogherò con la poesia di un maestro del ’900 a me molto caro come Paul Celan (il poeta in lingua tedesca morto suicida nel 1970, ndr), di cui si parla molto soprattutto sul versante filosofico e psicanalitico. Ma è anche un poeta molto “di pancia” e ho voluto recuperare proprio questa dimensione. Nella parte centrale, recupero invece la figura di mio nonno, che lavorava in miniera; l’ho preso a simbolo della “discesa nell’Ade” come ricerca delle radici, sulla scia del mio sommo conterraneo, l’Alighieri. Nella terza sezione invece entro nella stanza in cui volle rifugiarsi Emily Dickinson, e la porto a dialogare proprio con Celan».
Biagini, perché questi riferimenti colti, proprio a due poeti che hanno vissuto in prima persona il dramma dello scollamento tra l’intensità dello sguardo e dell’emozione e la parola che è chiamata a metterla in scena? «Oggi, in tempi catastrofici per la società e l’economia, sempre più lo scrittore è chiamato a sentire la responsabilità della parola. Ma anche a mantenersi curioso della vita, ad ascoltarla, stupirsi e appassionarsi alle cose. Il che è tutt’altro che scontato, oggi», dice la poetessa. E per essere buoni scrittori? C’è una ricetta? «Leggere moltissimo».
Ancora scrittura in versi, domani, sul Lario. La poesia iberica dialogherà con quella italiana in occasione di un inedito incontro che metterà in comunicazione i due più significativi rappresentanti della lirica portoghese e spagnola in Italia alla Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi, in via Diaz 84 a Como. L’incontro, a cura de “La Casa della Poesia” di Como in collaborazione con Auser Università Popolare, vedrà ospiti Nuno Júdice e Sergio Arlandis, che dialogheranno con il poeta e critico letterario Mario Santagostini. Ingresso libero.

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