(ANSA) – JESI (ANCONA), 9 MAR – Pianoforte e smartphone sullo spartito. E’ la lezione di canto lirico ai tempi del coronavirus, con il soprano napoletano Valeria Esposito che da casa sua, a Jesi, continua a seguire in videochiamata i suoi numerosi allievi cinesi costretti, in varie parti d’Italia, ad un forzato riposo per la chiusura di accademie e conservatori. “Oggi sono alla terza lezione con Whatsapp, i ragazzi così si sentono meno soli e possono continuare a fare quello per cui sono giunti in Italia: studiare canto” racconta il soprano. All’altro capo del telefono, a intonare “O mio babbino caro” da Gianni Schicchi di Puccini, c’è Lin Wei Guo, vive a Pescara, in Italia ha conseguito due lauree specialistiche in canto e ha frequentato un corso di formazione a Jesi. Esposito ha cominciato a studiare il cinese e dà istruzioni in italiano e in cinese: “feichanghau, feichanghau, legato, legato!”. Centinaia gli studenti che da tutto il mondo giungono nella patria del melodramma per perfezionarsi in canto lirico, molti dalla Cina.
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