«Finanziamenti per Como, no alle scelte calate dall’alto»

altInfrastrutture e polemiche
Il consigliere regionale Fermi a muso duro contro i metodi del “Tavolo per la competitività”

C’è a Como un «comitato» ristretto e chiuso che determina le scelte strategiche senza consultare nessuno? Un comitato che addirittura piega alle proprie strategie le indicazioni provenienti da importanti sedi istituzionali?
Dopo il j’accuse del presidente della Fondazione Ca’ d’Industria, Paolo Frisoni, che si è scagliato contro la decisione del “Tavolo per la competitività” di designare il campus universitario quale progetto strategico per il Lario – indicazione nata peraltro con

il concreto obiettivo di far confluire su San Martino l’intero plafond di contributi speciali della Fondazione Cariplo – cominciano a emergere distinguo e prese di distanza in qualche modo inattesi. Sicuramente poco noti, su cui taluni avrebbero preferito stendere un velo di rispettabile silenzio.
Si scopre anche come le stesse scelte del “Tavolo per la competitività” siano state prese non senza strappi. E proprio sul documento relativo al campus, votato il 23 settembre scorso, affiora adesso un retroscena interessante.
Ma andiamo con ordine. Protagonista assoluto di questo “controscenario” è Alessandro Fermi, consigliere regionale del Pdl e voce fuori dal coro. L’unico che dieci giorni fa abbia deciso di ribellarsi a dati di fatto scontati. E abbia quasi ribaltato un “Tavolo” diventato improvvisamente ingombro di problemi più che di opportunità.
«Il 23 settembre – racconta lo stesso Fermi – sono intervenuto in assemblea plenaria per chiedere con forza un cambio di metodo. A mezz’ora dal termine della riunione, è stato proposto ai componenti del “Tavolo per la competitività” il documento sul campus e sulla richiesta di contributi a Fondazione Cariplo. Ci hanno chiesto di firmarlo quasi senza leggerlo. A quel punto, visto che non era la prima volta che accadeva una cosa simile, ho ritenuto giusto protestare».
Fermi ha contestato innanzitutto il metodo.
«Quando si chiede di sottoscrivere un documento di una certa importanza, deve essere dato a tutti il tempo necessario per una attenta valutazione. Non si può tirar fuori un testo in corso di seduta. Non c’è tempo per approfondire né per discutere».
Fermi dice di essersi trovato «in una situazione di forte imbarazzo» e alla domanda sui motivi per i quali, a suo avviso, il “Tavolo” ha adottato sin qui un simile sistema, dà una duplice risposta. «Se si crede, come io sono portato a fare, alla buonafede dei promotori, è possibile che la fretta sia legata ai tempi sempre più accorciati della politica e della gestione amministrativa». Altrimenti? «Mi dispiacerebbe moltissimo, invece, scoprire che tutto ciò accade per mettere i rappresentanti del “Tavolo” davanti al fatto compiuto e costringerli, così, a confermare scelte prese altrove».
Il consigliere del Pdl insiste nella sua analisi: «Il “Tavolo” deve servire innanzitutto a discutere e non a ratificare. È sufficiente che l’ordine del giorno sia integrato dai documenti e che venga depositato una settimana prima. Ciò che non è pensabile è che si possa ridurre tutto a un confronto di pochi minuti».
Sin qui la questione di metodo che ha comunque un suo peso piuttosto rilevante. Ma Fermi precisa il suo pensiero anche sulle obiezioni “politiche” sollevate da Frisoni. «Io condivido le affermazioni del presidente della Ca’ d’Industria, tanto è vero che ho proposto e ottenuto una modifica del documento tale per cui fosse data la possibilità a tutti di presentare progetti finalizzati alla richiesta di contributi della Cariplo».
Le perplessità e i dubbi del consigliere regionale del Pdl sono state verbalizzate. «Altri componenti del “Tavolo” si sono detti d’accordo con me – conclude Fermi – Spero che in futuro si cambi passo».

Da. C.

Nella foto:
La Ca’ d’Industria vuole partecipare al bando della Fondazione Cariplo per i fondi delle Erogazioni Emblematiche Maggiori

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