«Giorgio meriterebbe l’Abbondino. Ma non supplicherò il Comune»

Il caso – Dopo la prematura scomparsa del grande accademico lariano si dibatte su un adeguato riconoscimento
La vedova di Luraschi: «So che serve cambiare il regolamento»
«Se il Comune vuole cambiare il regolamento e assegnare l’Abbondino d’Oro a mio marito, io ne sarei davvero felice. Lo sarebbe stato anche lui. Ma non voglio elemosinare nulla. Dev’essere un gesto spontaneo».
L’anno scorso l’Abbondino, massimo riconoscimento dei comaschi per i comaschi, andò alla congregazione delle religiose del Valduce, all’associazione culturale “Arte&Arte” e ai 2 soccorritori del 118 Francesca Gatti e Samuele Sgrò che fecero nascere la piccola Marisol, dopo

che la madre – Maria Soraya Annibale – era morta in un incidente stradale. Doveva essere quello, racconta la vedova del professore, il “turno” di Luraschi. Ma la vicenda della piccola Marisol cambiò il corso della storia. E così, il professor Giorgio Luraschi avrebbe dovuto ricevere quest’anno l’Abbondino. Però la malattia contro la quale combatteva da tempo se l’è portato via a luglio.
L’Abbondino, da regolamento, viene assegnato a una persona in vita. Gli studenti di Luraschi, quasi 800 quelli iscritti alla pagina di Facebook, stanno spingendo affinché il Comune attribuisca comunque il riconoscimento al professor Luraschi. Per farlo bisognerebbe cambiare il regolamento, ma il presidente della commissione Benemerenze, Veronica Airoldi, fa intendere che non è un passaggio automatico, né scontato: «Sarebbe opportuno avere l’unanimità in consiglio».
«La candidatura all’Abbondino del professor Luraschi è assolutamente opportuna – ribadisce il sindaco Stefano Bruni – Si potrebbe modificare il regolamento o lavorare con una deroga straordinaria del consiglio o una modifica del regolamento. Porterò entrambe le soluzioni alla prossima conferenza dei capigruppo».
La vedova del professor Luraschi, Simona Pozzi, precisa di non “pregare” il Comune affinché si cambi il regolamento. «Mio marito non ha mai elemosinato nulla. Non chiedeva mai nulla in cambio, era solo contento quando qualcuno lo ringraziava. Sono tutti i suoi studenti a chiedere a gran voce che gli venga assegnato l’Abbondino: se il gesto fosse spontaneo, noi tutti saremmo felici. Se invece dobbiamo supplicare per cambiare un regolamento, no grazie. Non ci interessa. Non è quello che avrebbe voluto Giorgio».
Simona Pozzi fa intendere di non volere forzature, né polemiche. Ma ricorda che a inizio anno il professore, quando gli venne detto che avrebbe ricevuto l’Abbondino, «camminava a 10 metri da terra». Era «felice», e sulla sua scrivania «c’è ancora un fascicolo intitolato “Abbondino”, con il curriculum che gli era stato chiesto di preparare per la benemerenza». E anche se il Comune non cambierà il regolamento, conclude la vedova di Luraschi, «a ricordare l’uomo e il professore ci penseranno sempre gli studenti».
«Abbiamo parlato di un’eventuale modifica di regolamento – ha precisato Veronica Airoldi – ma non è un’operazione semplice. Il mio timore è sminuire la figura del professore, dato che l’Abbondino non gli è stato assegnato quand’era in vita. Ed è lo stesso timore di altri commissari. Detto questo, con l’unanimità del consiglio comunale non avrei alcun problema a cambiare il regolamento». La Airoldi ha poi aggiunto che, Abbondino a parte, Luraschi meriterebbe qualcosa in più: «Bisognerebbe intitolargli una strada, una piazza. O l’aula magna del chiostro di Sant’Abbondio».
La Prefettura, intanto, ha inoltrato una domanda alla Regione affinché venga assegnata a Luraschi una medaglia d’oro al valore civile. «Per me – ha detto il prefetto di Como, Michele Tortora – Luraschi sarà sempre un personaggio di riferimento, e un riconoscimento al professore sarebbe un vanto per l’intera città».

Andrea Bambace

Nella foto:
La coppia
Una bella immagine che ritrae la vedova di Giorgio Luraschi, Simona Pozzi, e il professore scomparso lo scorso 6 luglio

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