«Giorno cupo per il diritto internazionale, ma non mi arrendo»

La vicenda di Villa Vigoni – Parla l’avvocato delle vittime del nazismo
«Il 3 febbraio 2012 sarà segnato indelebilmente come uno dei giorni più cupi della storia del diritto internazionale. Ma nonostante la decisione della Corte dell’Aja, il sottoscritto tenterà in futuro con ogni mezzo legale di tutelare i diritti e le pretese delle vittime del nazismo e dei loro familiari».
Con una lettera inviata in redazione, l’avvocato Joachim Lau è intervenuto ieri sulla decisione della Corte internazionale di giustizia che ha accolto il ricorso della Germania in
merito alle indennità spettanti alle vittime del nazismo. In pratica, dopo che i tribunali dell’Italia avevano stabilito la legittimità delle cause in quanto «non può esistere l’immunità di uno Stato sovrano nel caso di crimini compiuti contro l’umanità», la Corte dell’Aja ha stabilito – con una sentenza di 52 pagine – l’esatto contrario, invitando anche il governo della Penisola a «prendere tutte le misure necessarie affinché i tribunali non si pronuncino più».
E tra i tribunali chiamati a pronunciarsi c’è ancora quello civile di Como, cui la Germania si è rivolta per opporsi all’ipoteca su Villa Vigoni a Menaggio (di proprietà dello Stato tedesco), voluta proprio dall’avvocato Lau a tutela del risarcimento per le vittime della strage di Distomo, in Grecia. La decisione del giudice lariano è attesa per maggio.
«Non è ancora detta l’ultima parola – ha scritto ieri l’avvocato Lau, tedesco ma da anni operativo a Firenze e al fianco delle vittime del nazismo – Vedremo in che modo il governo italiano pensa di trasportare (attuare) il verdetto della Corte nell’ordinamento italiano, visto che gli attori non possono essere espropriati senza indennizzo in base al diritto nazionale costituzionale».
«In ogni caso – conclude l’avvocato Lau – la Corte dell’Aja con questa decisione ha tolto a 7 miliardi di uomini viventi in questo momento sulla Terra il diritto al risarcimento in caso di gravi violazioni dei diritti umani commessi da uno Stato».

Mauro Peverelli

Nella foto:
La sede della Corte internazionale di giustizia dell’Aja

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.