«Grande mostra 2013, l’incognita è un danno»

Marketing culturale – L’incertezza sul futuro della prossima esposizione rischia di rivelarsi un peso sul fronte economico
Tutto ancora tace sul fronte della grande mostra di Villa Olmo del 2013. Bocche cucite a Palazzo Cernezzi, dove qualcosa di top secret bolle senz’altro in pentola oltre al progetto di un omaggio all’architettura futurista di Antonio Sant’Elia. Mancano 4 mesi però e si replicano le incertezze cui ha abituato negli anni scorsi la gestione della precedente giunta.
Con la differenza che mentre nell’era dell’assessore alla cultura Sergio Gaddi almeno l’ufficialità su temi e artisti a dicembre
era già nota, ora con l’era del suo successore Luigi Cavadini siamo tornati in pieno clima “totomostra”. E questo – sperando sempre e comunque che sotto l’albero di Natale arrivi una bella sorpresa per il bene di Villa Olmo e della cultura comasca non aiuta la promozione del turismo.
«L’incognita è un danno per il turismo – dice il presidente degli albergatori di Como Roberto Cassani – è vero, nei nove anni di grandi mostre dell’era Gaddi non ci sono state occasioni per promuovere pacchetti turistici legati alle mostre di Villa Olmo ma va detto che questa situazione è francamente imbarazzante. Purtroppo la promozione è legata a una tempistica ben definita. E una promozione a regola d’arte degli eventi, e non parlo solo di un evento in grande stile come l’esposizione d’arte di Villa Olmo, va prevista 12 mesi prima della partenza. Quindi adesso sapere con il crisma dell’ufficialità titolo e argomento della mostra due mesi o 15 giorni prima dell’inaugurazione cambia poco. Dovremmo saperlo almeno 7 o 8 mesi prima perché le cose siano in grado di funzionare davvero».
La colpa è dei tempi diversi che ha il mercato del marketing rispetto alla burocrazia. «L’assessore Luigi Cavadini è titolare oltre che della Cultura anche del Turismo e ci siamo già confrontati molto su questi temi. È perfettamente al corrente delle nostre problematiche e delle nostre esigenze, ma va detto che si muove come può: il sistema di regole e di responsabilità che imbriglia l’ente pubblico lo “blinda” e lo vincola a una velocità ridotta rispetto ai criteri che governano l’attività produttiva. Per questo, oltre l’orizzonte della mostra, l’argomento è da vedere in senso più ampio: auspichiamo una programmazione che permetta di costruire piani integrati di promozione, per veicolare con anticipo i flussi di turisti».
Cassani è dell’idea che Cavadini punti a una mostra che valorizzi le collezioni dei Musei Civici (e quindi è per lui solida l’ipotesi di puntare anche per Villa Olmo a una rassegna su Sant’Elia come ventilato nei giorni scorsi): «Ha l’idea non di una mostra “spot” lunga tre mesi ma di arrivare a un’attività espositiva continuativa che copra tutto l’arco dell’anno». Se sono rose, fioriranno.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Pubblico in coda all’ingresso di Villa Olmo durante il ponte di Pasqua del 2012 per la mostra di Brueghel, la nona curata dal precedente assessore Sergio Gaddi

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