«Ho scritto una pagina di storia»

Incontenibile Rapinese dopo l’exploit che ne fa la terza forza politica in città
Al di là delle sue ottimistiche previsioni pre-voto, il risultato di Alessandro Rapinese (9,83% per 3.945 preferenze personali), unito a quello delle due liste che lo sostenevano (Adesso Como al 7,12% e No Logo all’1,74%), è la vera sorpresa del primo turno. Tanto che lo stesso interessato – il cui gusto per l’uscita roboante è noto – non si esime da un giudizio decisamente elogiativo: «Ho scritto una pagina di storia, senza avere dietro di me i poteri forti e scegliendo di restare libero con
chi mi ha sostenuto».
A voler essere pignoli, però, le premesse ufficiali – o, almeno, le dichiarazioni – lasciavano spazio a obiettivi persino più alti del pur eccellente terzo gradino del podio tra tutte le forze politiche della città (prima vengono soltanto, nell’ordine, Pd e Pdl). Per fare i numeri, nell’ultima intervista pubblica, Rapinese auspicò di prendere 7mila voti e raggiungere il ballottaggio (sfumato per il -3,2% circa rispetto alla pidiellina Laura Bordoli). «Sono sincero – afferma Rapinese – erano obiettivi in cui credevo sul serio. Ma, da un lato, sicuramente il forte astensionismo ha tolto un ampio bacino di voti potenziali. Dall’altro evidentemente anch’io ho commesso errori pur avendo nel complesso raccolto i frutti di un buon lavoro».
La tentazione di accostare Rapinese al candidato grillino del Movimento 5 Stelle, Luca Ceruti, è spuntata da più parti (e la ipotetica somma dei due candidati avrebbe certamente garantito il ballottaggio con Lucini). Rapinese, però, stronca il mondo di Grillo. «Il Movimento 5 Stelle è un fenomeno mediatico. Sono sicuro che Ceruti, senza di lui, avrebbe preso lo 0,2%. Le nostre liste e il mio lavoro, invece, basano tutto sul rapporto diretto con il territorio e con i cittadini. Sono due logiche totalmente diverse e inconciliabili». L’unica alleanza tentata, rivela oggi il candidato sindaco di Adesso Como e No Logo, aveva coinvolto Mario Molteni (Lista Per Como). Sempre in astratto, l’unione avrebbe portato al ballottaggio. «Ma Molteni – dice Rapinese – disse che non voleva me come candidato sindaco. E lì il discorso si è chiuso».
Non che verso i partiti tradizionali i giudizi di Rapinese siano più teneri. «Pd e Pdl hanno soltanto la lettera finale di diverso. E i loro candidati sindaco, Lucini e Bordoli, avrei voluto misurarli senza l’apparato a sostenerli e la forza dei marchi. Sono certo che in una sfida pura avrebbero preso anche loro percentuali ridicole».
Uno sparo ad alzo zero che sembra chiudere le porte ad ogni possibilità di un appoggio “rapinesiano” all’uno o all’altra candidata per il prossimo ballottaggio. «Quello che dovevo dire l’ho detto in campagna elettorale – ribadisce il diretto interessato – Non darò indicazioni di voto per alcuno. Io voglio essere la Terza Repubblica».

Emanuele Caso

Nella foto:
Alessandro Rapinese era sostenuto da Adesso Como e No Logo

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