Cronaca

«I casi di infarto e arresto cardiaco in aumento tra i giovanissimi»

alt L’allarme del cardiologo

(a.cam.) «I casi di arresto cardiaco, infarto e altri episodi acuti con esito spesso mortale sono in aumento tra i giovani. Un problema che in molti casi è legato al consumo di droga, soprattutto cocaina, spesso accompagnata da altre sostanze. Purtroppo, il timore è che questi episodi possano aumentare nel prossimo futuro».
L’allarmante quadro è tracciato da Giovanni Ferrari, cardiologo e presidente di Comocuore. Pur in assenza di

statistiche precise, ancora in fase di elaborazione, la tendenza è evidente. «L’aumento dei casi è sotto gli occhi di tutti – dice il medico – Si tratta di giovani sani, con il cuore sano, che incappano però in crisi gravissime, mortali se non trattate correttamente in tempi rapidissimi. L’uso di cocaina, abbinata magari ad alcool o altre sostanze, in genere è la prima causa».
E se i casi più estremi inevitabilmente catturano maggiormente l’attenzione, il cardiologo comasco amplia notevolmente i termini del problema.
«Arresto cardiaco, infarto e incidenti simili sono chiaramente un problema gravissimo – dice Giovanni Ferrari – Più in generale, però, l’abuso di droghe provoca conseguenze serie a tutto l’organismo. Si tratta di sostanze tossiche per il corpo, che si accumulano causando danni al fegato, ai reni e al cervello, oltre che al cuore».
«Non è affatto vero che lo spinello non faccia male, che non provochi danni – scandisce a chiare lettere il presidente di Comocuore – Le conseguenze ci sono, eccome. Le droghe cosiddette leggere sono sottovalutate, spesso anche dagli adulti, oltre che dai giovani. In realtà, soprattutto sui ragazzi che non hanno ancora completato lo sviluppo cerebrale, queste sostanze provocano anomalie importanti che portano al declino delle funzioni intellettive».
L’Asl di Como ha rivelato che, a fronte di una riduzione del consumo di stupefacenti nella popolazione adulta, l’abuso di droghe negli ultimi due anni è cresciuto tra i ragazzi d’età compresa tra i 15 e i 19. Come emerso da una indagine recente, tre studenti su dieci ammettono di aver fatto uso almeno una volta di hashish.
«È importante fare un’opera di sensibilizzazione, educazione e prevenzione – sottolinea Giovanni Ferrari – Le droghe sono estremamente pericolose. Oggi purtroppo i ragazzi ricorrono con facilità al consumo di sostanze stupefacenti, ignorando la gravità delle conseguenze. Serve agire, con le famiglie e con le scuole».
Infine, un messaggio ai ragazzi pronti a salire sull’autobus diretto a Barcellona per il “capodanno con sballo”. «Mi spiace per loro, si vede che non hanno di meglio da fare – dice Ferrari – La ricerca del piacere nelle droghe è un obiettivo di livello molto basso. A quell’età credo ci siano cose molto più belle da fare».

29 novembre 2013

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