Cronaca

«I laureati dell’Insubria trovano lavoro prima»

Giovani e formazione
Ieri l’open day delle “specializzazioni”. I dottori comaschi sono anche i più pagati
(f.bar.) Università dell’Insubria, il “bello” arriva dopo la laurea triennale. Così sembrano dire i dati esposti ieri mattina durante il primo open day delle lauree magistrali.
Ovvero la giornata dell’orientamento dedicata a chi decide di proseguire gli studi dopo il triennio iniziale passato sui libri. Circa un centinaio i ragazzi presenti nella sede di via Valleggio – polo scientifico dell’Insubria – e altrettanti a Varese dove si svolgeva, in contemporanea, il medesimo incontro.

E immediatamente spicca un dato su tutti gli alti: l’elevata percentuale di collocamento nel mondo del lavoro dei laureati magistrali in arrivo dall’ateneo comasco e varesino.

«Questo percorso è un iter altamente specializzante, una specie di autostrada verso il mondo del lavoro – commenta Michela Prest, delegato del rettore per l’Orientamento – Il nostro ateneo è quarto su 64 nell’indagine Almalaurea come tasso di occupazione Istat a un anno dei laureati magistrali, un risultato di cui andiamo fieri. Questo open day è l’occasione per illustrare le potenzialità dei nostri percorsi e la nostra attività di ricerca, in momenti di incontro che siano non solo informativi ma capaci di trasmettere il nostro entusiasmo e la nostra voglia di aprire una porta sul futuro».
Sono dunque i numeri, più di ogni altro elemento, a testimoniare la situazione. I giovani occupati, a un anno dalla laurea magistrale dell’Insubria, sono il 62% con uno stipendio medio di 1.172 euro rispetto al 55% del resto d’Italia dove la paga – in media – si ferma a quota 1.038 euro. Salgono le percentuali e l’ammontare della paga se si guarda agli studenti occupati a 3 anni da una laurea magistrale.
In tal caso, infatti, ben il 78% è impiegato con un mensile – in media – da 1.348 euro, rispetto al 73% del resto della penisola dove lo stipendio tocca quota 1.197 euro. Circa il 30% dei laureati triennali all’Insubria – rispetto al 55% a livello nazionale – decide di proseguire dopo il triennio. Forse anche perché il 65,4% dei neolaureati trova lavoro, rispetto al 43,5% del resto d’Italia e guadagna di più rispetto agli altri (1.068 euro contro 841). Tanti i giovani che ieri mattina hanno ascoltato con attenzione la spiegazione dei corsi di laurea magistrale in Chimica, Fisica e Matematica. E a tracciare un identikit del laureato magistrale interviene Lorenzo Pollegioni, presidio qualità Ateneo.
«Si tratta di persone con una carriera scolastica brillante, con alti voti nel diploma di laurea. Sono inoltre studenti più propensi alla mobilità geografica con esperienza di stage e studio all’estero. Il 38% dei laureati magistrali vuole proseguire poi gli studi», dice Pollegioni. Altro elemento distintivo è legato alla rapidità con la quale si riesce a trovare un posto di lavoro. Il periodo che intercorre dalla laurea magistrale al primo impiego è tra i 3,3 e i 5 mesi rispetto al periodo compreso tra i 4,2 e 7.4 mesi del resto d’Italia. In conclusione è poi stato fornito un decalogo di dieci consigli utili per poter fare una buona scelta.
«Tra i tanti suggerimenti, i ragazzi dovrebbero ad esempio controllare a quali ulteriori corsi darà accesso la scelta fatta e scoprire tutte le opportunità formative e culturali. Senza tralasciare anche di esplorare l’ateneo come spazio in cui vivere e studiare», aggiunge Lorenzo Pollegioni.
A margine di tutto un’ultima considerazione significativa riguarda il basso livello di scolarizzazione della società italiana come testimoniato sempre dai dati Almalaurea. Nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni la percentuale dei laureati è pari al 21% contro il 38% Ocse.

Nella foto:
Studenti all’Insubria di via Valleggio per la giornata di orientamento (Fkd)
24 maggio 2014

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