Liberalizzazioni, ecco le mosse dei supermercati

Sì ad aprire tutte le domeniche, ma sugli orari si mantiene lo stato attuale
Liberalizzazione degli orari ed effetti collaterali. I riflettori sono puntati sui supermercati, che sono stati i primi a cavalcare la riforma voluta dal governo Monti.
Nel corso dell’ultima riunione a Palazzo Cernezzi in materia è emersa però una situazione tutt’altro che fluida. Se la tendenza di tutte le catene presenti sul territorio è infatti di aprire tutte le domeniche, sul fronte degli orari sono previste poche variazioni. Questi sono mesi di sperimentazione per tutti, ma Esselunga, ad esempio, non ha variato le sue abitudini.
La domenica i supermercati di Bernardo Caprotti continuano infatti a mantenere un orario limitato, dalle 9 alle 14. E pure nei giorni feriali, la linea sembra essere il mantenimento delle 13 ore quotidiane, così come previsto dalla legge Marcora del 1987 (la norma precedente del 1971 prevedeva 8 ore di apertura e un massimo di 44 ore settimanali), in vigore fino all’ultima liberalizzazione, con la fascia oraria prevista dalle 8 alle 21. Soltanto in Toscana Esselunga per abitudini locali tiene aperti i supermercati dalle 7.30 alle 20.30.
La stessa linea dovrebbe essere seguita da Carrefour, Iper, Gran Mercato e Billa, come spiega il dirigente del settore commercio di Palazzo Cernezzi, Marco Fumagalli. «Sul territorio comunale, all’interno del perimetro di interesse storico, il Billa di via Boldoni e il Gran Mercato di piazza Matteotti hanno sempre aperto fino alle 14 e le abitudini non dovrebbero cambiare. Una politica differente potrebbe essere praticata dal Bennet di Tavernola – spiega Fumagalli – Il gruppo ha già manifestato l’intenzione di aprire tutte le domeniche dell’anno ed essendo in una posizione strategica per i clienti svizzeri, l’orario potrebbe essere prolungato».
«Però siamo ancora in una fase di sperimentazione e gli effetti della liberalizzazione degli orari si vedranno credo tra qualche mese – precisa ancora Fumagalli – Nell’incontro avvenuto alla presenza del sindaco e di tutte le parti sociali, dai commercianti ai consumatori, dai sindacati agli industriali, è emerso che al momento il settore commercio ha retto la rivoluzione. Non ci sono stati gli scenari apocalittici che qualcuno aveva pronosticato, con chiusure dei piccoli negozi a raffica. Certo ora è presto per fare un bilancio e l’accordo con le parti – aggiunge – è di aggiornarsi tra qualche mese».
Le domeniche in più di apertura dei supermercati hanno intanto un effetto positivo sull’occupazione. Si tratta dei cosiddetti contratti weekend, previsti dal comparto commercio. In pratica i centri commerciali possono assumere dipendenti per farli lavorare solo il sabato e la domenica, una formula che solitamente attira gli studenti universitari, che possono con il piccolo stipendio pagarsi parte delle spese quotidiane e proseguire nel frattempo nel loro percorso di studi. Cassiere e addetti del weekend consentono infine ai dipendenti “classici” del supermercato di lavorare principalmente dal lunedì al venerdì con un miglioramento della qualità della vita.
«So che Esselunga applicava già questi contratti e ora mi risulta che anche Bennet stia assumendo dei giovani per il weekend, tanto che lo abbiamo segnalato al nostro Informagiovani», dice Fumagalli. Le liberalizzazioni insomma non sembrano avere al momento effetti negativi, quantomeno sui dipendenti dei supermercati. La conferma giunge anche dal sindacato, che lancia però un allarme diverso.
«È vero, non abbiamo segnalazioni di disagio da parte dei dipendenti dei supermercati – spiega Antonio Mastroberti della Fisascat Cisl – anche se tutte le catene si stanno adeguando ad aprire ogni domenica, dall’Iper al Gigante al Carrefour. Per i prossimi tre mesi si parla però di sperimentazioni. E nessuno al momento ha manifestato l’esigenza di prolungare l’apertura verso le ore notturne. Ad avere i problemi più grossi ora sono i negozi presenti nelle catene». Per gli esercizi delle gallerie commerciali presenti nei supermercati c’è infatti l’obbligo di lavorare quando il supermercato è aperto.
«Si tratta di diverse domeniche in più per esercizi che hanno due, al massimo tre addetti. Così sarà lo stesso titolare a dover lavorare sempre nei festivi», commenta Mastroberti.
All’allarme lanciato dai sindacati ha però risposto immediatamente, nel corso dell’incontro a Palazzo Cernezzi, Confindustria Como, presente con il direttore Antonello Regazzoni. Se infatti per un negozio del centro città aprire la domenica può rappresentare un rischio imprenditoriale elevato (nessuno può garantire il passaggio dei clienti), chi tiene aperto la domenica nei centri commerciali con un supermercato ha sempre la garanzia di un flusso di persone presenti per fare la spesa.

Paolo Annoni

Nella foto:
Il Bennet di Tavernola aprirà ogni domenica e potrebbe prolungare l’orario al pomeriggio anche per la clientela svizzera

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